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Approfondimento

Il bilancio acido-alcalino e suoi effetti sulla salute delle ossa

ossa

Per quanto riguarda le ossa, la maggior parte degli americani si trova in uno stato deplorevole. La crisi del nostro stato osseo peggiora ogni anno, nonostante gli sforzi delle cure sanitarie pubbliche. In questo articolo sosteniamo che la preoccupazione riguardo le conseguenze dell’osteoporosi, piuttosto che concentrarsi sulle sue cause fondamentali, è alla base dell’incapacità di risolvere l’attuale epidemia della cattiva salute ossea. L’osteoporosi può essere vista come una tassa nascosta della vita ad alta tecnologia. Noi paghiamo questa tassa come conseguenza dell’acidosi metabolica cronica, che ci deruba delle riserve minerali e neutralizza gli sforzi di ricostruzione della matrice ossea. Di seguito vengono illustrati i principi fondamentali, il tipo di supporto possibile ed una risposta esaustiva a questa situazione. Di seguito sono indicati i principi fondamentali della crescita e del turnover delle ossa. Capire questi concetti di base può aiutare a impedire o a curare l’osteopenia e l’osteoporosi, come più avanti descritto. La crescita ossea si ferma solitamente dopo la pubertà. Tuttavia il tessuto osseo negli adulti non è dormiente – le ossa vengono continuamente rimodellate attraverso cicli ripetuti di distruzione e ricostruzione. I soggetti sani compensano la distruzione osteoclastica delle ossa con la ricostruzione osteoblastica. La normale emivita del rimodellamento osseo è di 5 anni. Questo significa che ogni 10 anni una persona sana avrà una struttura scheletrica completamente nuova. Mentre il processo di rimodellamento osseo cerca costantemente di rinnovare le ossa, la struttura scheletrica di un tipico cittadino nordamericano non è sana. Negli Stati Uniti, metà delle donne caucasiche oltre i 65 anni e almeno un uomo su cinque, subisce una o più fratture osteoporotiche nel corso della vita.4 Attualmente 10.000.000 di cittadini nordamericani presentano una diagnosi di osteoporosi. Altri 18,000,000 soffrono di osteopenia e corrono un rischio elevato di frattura ossea o complicazioni collegate. I costi sanitari diretti legati all’osteoporosi oltrepassano i 14 miliardi di dollari all’anno. Questo rappresenta circa un terzo del costo totale del nostro paese per la cattiva salute dovuta all’osteoporosi. Inoltre, nel 1999, 1167 articoli scientifici sulla salute ossea e sull’osteoporosi sono stati aggiunti al database Medicus, rappresentando circa metà degli studi pubblicati in materia quell’anno. Secondo il Public Information Office del National Institutes of Health (NIH), 136,7 milioni di dollari sono stati spesi nel 1999 per la ricerca sull’osteoporosi. Nonostante questi grandi sforzi, non si trova ancora una soluzione al problema della salute ossea e l’incidenza delle fratture aumenta, soprattutto nei soggetti giovani. Rapporto tra osteoporosi e acidosi metabolica Dal punto di vista sistemico, l’osteoporosi primaria è considerata come secondaria all’acidosi metabolica. Prima discuteremo del collegamento causale tra bilancio acido-alcalino e salute ossea, quindi verranno presentate delle opzioni per ripristinare e mantenere la salute ossea durante il corso della vita. Nella società occidentale contemporanea, l’acidosi metabolica indotta da dieta/stile di vita, è più la regola che l’eccezione. Come specificato di seguito, il carico acido eccessivo che favorisce l’acidosi metabolica proviene da: 1. Scelte alimentari (eccesso di proteine, grasso, fosfato/acido fosforico e solfato/acido solforico); 2. Maladattamento allo stress (cortisolo e adrenalina in eccesso indotti dallo stress); 3. Reazioni di ipersensibilità immunitaria (allergia ritardata) Per 80 anni è stato più volte confermato che le ossa rispondono ad un carico acido sciogliendo i loro sali minerali tampone. Lo scheletro adulto medio contiene una grande ma limitata quantità di Ca2+ (50-65.000 mEq, 99% delle riserve totali del corpo) e di Mg2+ (1.060-1.600 mEq, dal 50 all’80% delle riserve del corpo). I minerali delle ossa agiscono da riserva tampone considerevole, utilizzabile per il controllo del pH sanguigno. Numerose ricerche hanno documentato che: 1. L’escrezione urinaria del calcio è associata alla perdita ossea 2. La perdita urinaria di calcio in presenza di carico acido sta ad indicare deficit cellulare di potassio e sodio 3. La perdita ossea viene accelerata in caso di carenza di magnesio 4. L’escrezione urinaria di calcio è parallela a un’ escrezione totale di acido fino a che non si accumulano notevoli carenze di calcio e magnesio. 5. Con un significativo impoverimento dei sali minerali tampone, la compensazione per il carico acido si riduce, il pH dell’urina intracellulare e del mattino scende e le conseguenze dell’acidosi metabolica sono accelerate. Il pH della prima urina del mattino è un’utile approssimazione clinica dello stato cellulare e acido/alcalino sistemico. Meno apprezzati sono tuttavia i seguenti fatti: 1. Nelle ossa vi sono diversi sali alcalini tampone (incluso sodio, potassio, zinco e altri minerali). Questi vengono persi dalle ossa per tamponare obbligatoriamente gli acidi metabolici in eccesso. 2. Il contributo dei modelli alimentari contemporanei all’induzione di acido metabolico in eccesso è stato clinicamente sottostimato. Questi acidi fissi, che devono essere neutralizzati con sali minerali alcalini tampone, sono in gran parte il risultato di scelte alimentari poco sane. 3. La carenza di minerali nel terreno e nell’acqua riducono la disponibilità dei minerali nel tradizionale apporto alimentare. 4. La compensazione dell’acidosi metabolica cronica è più la regola che l’eccezione. I risultati sono: impoverimento del tessuto osseo e predisposizione alle malattie croniche.24-28 Quindi, anche se l’osteoporosi è un disturbo complesso e spesso multi-sfaccettato, riteniamo che sia in gran parte dovuta all’acidosi metabolica cronica acquisita e reversibile. Piccolo cambiamento, grande impatto Le ossa sono sensibili ai piccoli cambiamenti del pH. Gli studi in vitro documentano che anche un calo di un decimo di punto del pH ha queste conseguenze: 1. Stimola enormemente l’attività osteoclastica 2. Inibisce l’azione osteoblastica 3. Induce una molteplice perdita ossea di minerali Nei ratti osteoclasto-mediati è stato rilevato un aumento del 500%-900% del riassorbimento osseo con un cambiamento di solo 0.2 unità pH. L’acidosi quindi induce lo scioglimento dei minerali, indipendentemente dall’attività osteoclastica. Ad esempio, uno studio su soggetti umani riguardo il digiuno acuto ha evidenziato un calo del pH venoso da 7.37 a 7.33 (4/100a parte di un’unità pH). Questo ha causato un significativo rilascio di calcio dalle ossa, indipendente dall’attività dell’osteoclasto PTH.67 Ossa acide-alcaline e bilancio fisiologico Si è affermato che il corpo è alcalino per progetto, ma acido per funzione. 29 Il corpo umano è stato inoltre descritto come acqua di mare molto diluita, incapsulata in una membrana di pelle. I nostri meccanismi di difesa immunitaria e di riparazione e una moltitudine di catalizzatori cellulari ed enzimatici, svolgono al meglio le proprie funzioni entro una scala pH estremamente limitata. Il range del pH sano del sangue arterioso ossigenato va da 7.35 a 7.45, mentre quello del sangue venoso carico di anidride carbonica va da 7.31 a 7.41. Per essere in grado di sopravvivere, il corpo deve rimanere leggermente alcalino. Il range pH del sangue arterioso umano è di solo 7.4 ± 0.5 unità pH. Anche le minime variazioni di questi valori sono biologicamente costose. Per il pH citoplasmatico intracellulare, il range sano è 7.4 ± 0.1. Un’inclinazione acida del pH cellulare altera il metabolismo cellulare in modo drammatico e avverso. Questo poi risulta in: - Rigonfiamento e funzione compromessa del trasporto mitocondriale degli elettroni, con minore produzione di energia ATP e più rapido consumo di energia ATP; • Aumento del liquido intracellulare, con metabolismo e sintesi proteica meno efficienti, aumento della produzione di radicali liberi della membrana; • Aumento del liquido interstiziale (ritenzione idrica), particolarmente negli organi suscettibili (stressati); • Accelerato riassorbimento osseo;33 Minore formazione ossea; • Dispersione di azoto (catabolismo accelerato); • Soppressione dell’ormone della crescita e di altri ormoni pituitari. Anche se progettati come alcalini, i processi metabolici quotidiani producono circa 70000 mmol di protoni (H+) al giorno. Per la maggior parte questi H+ non si accumulano nel corpo grazie ai sistemi tampone fisiologici e perché gli acidi generalmente si formano con un partner che contribuisce al loro smaltimento. In effetti, mentre viene prodotto un enorme numero di H+ ogni giorno, la maggior parte di questi sono bilanciati dalla produzione di bicarbonato. La quantità di H+ liberi è piccola, ma significativa, in termini di mantenimento della salute e rischio di malattia. Nella gran parte degli individui, la fonte del carico acido netto arriva dal metabolismo delle proteine (quando il suo consumo eccede i 60 g/giorno) e dagli acidi grassi a lunga catena (quando ammontano a più del 20% delle calorie). Un marker della produzione di acido è il grado di degenerazione degli aminoacidi contenenti solfuro: cisteina, cistina e metionina. Più precisamente, uno qualsiasi dei sette amminoacidi (aspartato, glutammato, cisteina, cistina, prolina/idrossiprolina, serina e treonina) più i cheto-acidi prodotti dal metabolismo degli aminoacidi, contribuisce al carico acido organico, fisso, del corpo.37 Il metabolismo di questi aminoacidi produce H+ senza partner tampone. Questi H+ si accumulano e devono essere neutralizzati da elementi tampone corrispondenti. Gli elementi tampone includono gli anioni (solitamente K+ o altri sali minerali) contenuti in frutta, ortaggi, lenticchie, erbe e spezie. Questi includono citrato, malato, succinato e fumarato che formano gli alcali.38 Inoltre gli acidi grassi a catena corta e media riducono il carico acido netto inzuppando l’acetato e due unità acide di carboni nelle cellule. Il ruolo delle ossa nel bilancio sistemico acido-alcalino E’ risputo che lo scheletro contiene il 99% del calcio di tutto il corpo. Tuttavia, le ossa contengono anche notevoli quantità di sodio, potassio, magnesio, citrato e carbonato. Ciò significa che le ossa di un adulto sano, di 70 kg, contengono:39-44 1. 1065-1400 mmol di sodio = 1065-1400 meq sodio (37-49% del sodio corporeo) 2. 22-62 mmol di potassio = 22-62 meq potassio (37-49% del potassio corporeo) 3. 530-800 mmol di magnesio = 1060-1600 meq magnesio (53-80% del magnesio corporeo) 4. 3500-5000 mmol di carbonato = 7000 – 10000 meq carbonato (59-83% del carbonato corporeo) Metà di questi minerali si trovano sulla superficie cristalloide dell’osso e nell’involucro di idratazione dell’osso. Questi minerali tampone sono disponibili per un rapido scambio con il liquido extracellulare generale (ECF- extracellular fluid). L’ECF delle ossa contiene anche una concentrazione di potassio pari a 25 volte quella dell’ECF generale e quindi è una fonte importante di potassio per il corpo. Il potassio non viene incorporato nella fase minerale ossea, né legato al collagene. Quindi è completamente intercambiabile con il potassio dell’ECF sistemico. Il potassio si accumula sia nell’ECF osseo che nell’involucro di idratazione delle ossa e, in generale, è disponibile al 60% per l’immediata mobilizzazione sistemica.45,46 Un’ampia gamma di sostanze tampone è immagazzinata quindi sia dentro che intorno all’osso. Queste sono disponibili per neutralizzare i prodotti acidi in eccesso a meno che (o fino a che) si impoveriscano a causa di un carente rifornimento alcalin”. Inizialmente, il carico acido comporta notevoli cambiamenti nel contenuto osseo di carbonato, sodio e potassio, ma non di calcio. Nell’acidosi di prima fase (pienamente compensata), i protoni si scambiano con sodio e potassio, fornendo una prima linea di difesa tampone. L’iperproduzione acida cronica (acidosi metabolica cronica) porta all’impoverimento dei tamponi di sodio e potassio. Quando ciò accade, i cationi di calcio e magnesio, insieme al carbonato, diventano la principiale fonte di sostanze tampone. 47 Ciò significa che quando si assiste a una perdita accelerata di calcio e magnesio, vi è stato un periodo prolungato di eccessiva produzione acida e una riduzione delle importanti risorse di sodio e potassio. Fonti di carico acido Le principali fonti riconosciute di carico acido netto per il corpo sono: 1. Alimentazione a) Consumo di proteine oltre i 60 g/giorno b) Fosfato/acido fosforico alimentare c) Solfato alimentare d) Acidi grassi a catena lunga oltre il 15 – 20% delle calorie totali 2. Stress (eccesso di cortisolo e adrenalina) 3. Reazioni ritardate del sistema immunitario (da sensibilità/reazioni immunitarie ritardate) Eccesso netto di acido (NAE) derivante dalla dieta negli Stati Uniti La nostra alimentazione attuale produce solitamente un carico eccessivo di acidi fissi da 100 a 200 mEq al giorno.48-50 Ad esempio, l’analisi effettuata da Remer e Manz ha rilevato che una dieta contenente 120 grammi di proteine produce acido netto escreto pari a 135.5 mEq/giorno. Due diete a contenuto moderato di proteine (95 g/giorno) producono acido netto escreto da 69 a 112 mEq/giorno. Una dieta latteovegetariana povera di proteine (49 g/giorno di proteine) produce acido netto escreto pari a 24 mEq/giorno. Quindi, la scelta alimentare influenza la produzione di acido. Le diete ad elevato contenuto proteico producono un aumento di acido netto escreto pari a 6 volte (600%). Questo risulta in un basso pH dell’urina del mattino, sintomo di una carenza della riserva tampone funzionale e di un corrispondente aumento del rischio di acidosi metabolica. Secondo Barzel e Massey52 ad esempio, il pH della cola con acido fosforico va da 2.8 a 3.2. Tuttavia i reni non possono secernere urina con pH molto inferiore a 5 senza danneggiare in modo significativo il tratto genitourinario. Per ottenere un pH urinario di 5, una lattina da 330 ml di cola dovrebbe essere diluita 100 volte, richiedendo ulteriori 33 litri di urina. Altrimenti una corrispondente quantità di soluzione tampone deve essere prelevata dal corpo per neutralizzare l’acido in eccesso. Il corpo tampona regolarmente la bevanda acida con sodio e potassio, se le riserve lo permettono, subendo così con una corrispondente perdita di calcio, magnesio e altri minerali, a seconda della disponibilità. Il tampone necessario per una lattina di cola è pari alla stessa quantità di capacità tampone che si trova negli integratori a base di calcio per i bruciori di stomaco. Gli spritzer a base di frutta e le acque naturalmente gassate, al contrario, non aggiungono questo carico acido nel corpo. Infine, oltre ai precursori riconosciuti che producono acido, si deve estendere l’equazione del bilancio metabolico per includere l’ulteriore acido prodotto dalle reazioni immunitarie eccessive (ipersensibilità ritardata) e dagli effetti dello stress (cortisolo e adrenalina in eccesso). In alcuni soggetti, questi fattori vanno ad aumentare notevolmente la produzione-escrezione totale di acido netto. Dato che il calcio è attivante (simpaticomimetico), l’integrazione di calcio è clinicamente imprudente e improduttiva. Potrebbe accelerare la produzione di acido e la perdita di minerale tampone. Eccesso di acido netto (NAE) che il corpo riesce a tamponare Per essere escreto, l’eccesso di acido netto deve essere tamponato con agenti alcalini derivanti dalla dieta. Quindi la nostra capacità tampone per NAE dipende dall’alimentazione. Gli studi classici dimostrano che il corpo può neutralizzare circa 50 mEq di acidi metabolici fissi al giorno con un’assunzione “ideale” di frutta e verdura.53. Quando il consumo di frutta e verdura viene ridotto, meno di 50 mEq di acidi fissi può essere tamponato senza intaccare le riserve alcaline dei tessuti. Allo stesso modo, quando l’apporto di proteine supera i 60 g/giorno, viene prodotto più acido. Oggi, il nostro NAE quotidiano è comunemente 2 – 4 volte più elevato di questo potenziale standard di 50 mEq. Sostanzialmente tutti gli acidi in eccesso devono essere tamponati a spese delle riserve di tampone delle ossa. Se non viene rifornita, la perdita di sostanze tampone causa un lento e persistente impoverimento della matrice minerale ossea che accelera il rischio di osteopenia e osteoporosi. Quanto è basso il nostro apporto di precursori alcalini? Solo il 15% della popolazione totale degli Stati Uniti consuma la dose raccomandato di frutta (2-4 porzioni) e verdura (3-5 porzioni) su base quotidiana. 54 Tra i bambini, solo il 7% consuma due porzioni di frutta e tre di verdura al giorno, di cui le patatine fritte ammontano a quasi il 25% degli ortaggi nelle diete dei bambini esaminate. Inoltre, un teenager medio nordamericano, consuma da 3 a 6 bevande a base di cola al giorno. Questo consumo giornaliero aggiuntivo di 192-384 mEq di acido fosforico (64 mEq per lattina di bibita, per tre-sei al giorno) accelera ulteriormente la perdita ossea nei giovani. Ci vogliono anni affinché il carico cumulativo si presenti con complicazioni cliniche importanti. Tuttavia, è probabile che nei decenni futuri si assisterà a un’accelerazione della perdita ossea e delle capacità tampone del corpo, in soggetti sempre più giovani. Acidosi e osteoporosi A supporto dell’ipotesi che l’acidosi metabolica compensata sia una causa fondamentale dell’osteoporosi vi sono molte fonti. Per qualche tempo gli studi epidemiologici hanno suggerito il collegamento tra osteoporosi e apporto di proteine animali.68 Più di recente, le analisi delle percentuali di frattura cross-culturali documentano il legame tra consumo di proteine animali e incidenza della frattura del femore a livello mondiale.69 Inoltre, nuovi studi riportano che coloro che consumano più frutta e verdura hanno una maggiore densità minerale ossea rispetto ai soggetti che consumano meno cibi alcalini (Alkaline Way®).70,71 Vi sono inoltre nuovi studi che rilevano un aumento da 3 a 5 volte delle fratture tra ragazze adolescenti che consumano regolarmente bibite acide. Perdita ossea e tamponamento di acidi metabolici in eccesso In uno studio riguardo le diete vegetariane e quelle a base di proteine animali, è stato riscontrato che il pH urinario risultava più acido (6.55 contro 7.17), l’acido escreto netto era più alto di 27 mEq/giorno e che l’escrezione urinaria giornaliera di calcio era di 47 volte più alta nei soggetti che consumavano proteine animali. Questo nonostante il fatto che le diete contenessero le stesse quantità di proteine totali, fosforo, sodio, potassio e calcio. La dieta a base di proteine animali tuttavia, conteneva 6.8 mmol in più di solfato.56 In un altro studio condotto su soggetti anziani, il bilancio del calcio risultava positivo (+40mg/giorno) con una dieta a basso contenuto proteico, pari a 0.8 grammi di proteine per chilo di peso corporeo (56 g/giorno per un adulto di 70 kg). Al contrario, il bilancio del calcio risultava negativo (-64 mg/giorno) nella dieta ad alto contenuto proteico, pari a 1.2 grammi di proteine per chilo di peso corporeo (84 g/giorno per un adulto di 70 kg). L’elevato apporto di proteine porterebbe ad una maggiore perdita di calcio, magnesio e altri minerali. Una perdita giornaliera di 50 o 60 mg di calcio può non sembrare una gran cosa. Tuttavia, se continuata per oltre 20 anni, la perdita di 50 mg di calcio al giorno si traduce in un impoverimento di 365 grammi di calcio, corrispondente alla metà del calcio scheletrico medio di una donna e a un terzo di quello dell’uomo. Infatti non è insolito per le donne perdere metà della propria massa ossea, e per gli uomini un terzo della massa ossea, durante il corso della vita. E’ possibile quindi spiegare come l’osteoporosi nella nostra popolazione sia indotta dalle cause sopra citate. Ciò che viene clinicamente sottostimato è che questa perdita è evitabile, testimoniato dal fatto che l’osteoporosi è una malattia rara in molte culture. Ad esempio, anche dopo attenti studi, non si rileva alcun segno di perdita ossa tra gli indiani Maya, che hanno un’alimentazione ricca di sostanze alcaline.59 Gli africani sono stati classificati come quasi immuni alle fratture osteoporotiche.60,61 I cinesi presentano solo un quinto della percentuale di fratture degli Stati Uniti, anche se il loro apporto di proteine è simile (ma prevalentemente di origine vegetale).62 Le società con le percentuali più basse di osteoporosi seguono le indicazioni per ridurre il rischio contenute in questo articolo. Complessivamente, il tasso di fratture osteoporotiche varia circa 30 volte in tutto il mondo.Questo si spiega in modo quasi assoluto con le scelte di vita e di alimentazione. Implicazioni cliniche La moderna dieta occidentale provoca acidosi cronica di basso livello, a discapito della salute e del benessere. Di particolare interesse è il fatto che l’acidosi porta prima alla perdita di sodio e potassio alcalinizzante e quindi di carbonato, calcio, magnesio e altri minerali dalle riserve ossee. Queste perdite provocano eccessiva debolezza ossea, osteopenia e osteoporosi. La soluzione a questo problema va trovata in un ritorno a una alimentazione sostenibile, ricca di precursori alcalini. E’ necessario anche l’esercizio a carico naturale. Le linee guida per sviluppare tale dieta Alkaline Way sono le seguenti: 1. La maggior parte della dieta dovrebbe essere composta da ortaggi alcalinizzanti, frutta, lenticchie, legumi secchi, noci, semi e spezie. Il grafico a pag. 12 illustra gli effetti degli alimenti sul bilancio interno acido/alcalino. Il 60 – 80% degli alimenti ingeriti dovrebbe essere alcalino. 2. Limitare la carne animale a 113 grammi al giorno e restringere l’apporto totale di proteine a 50-60 grammi al giorno 3. Mantenere un apporto di grassi non superiore al 15 – 20% dell’intero apporto calorico 4. Bere 1,8l di acqua minerale di fonte (ad alto contenuto di minerali alcalini) al giorno 5. Il succo vegetale fresco è una fonte eccezionale di minerali tampone. I soggetti con acidosi persistente di basso grado possono berne 2-3 bicchieri al giorno. Calcoliamo che ½ l di succo di ortaggi biologici dovrebbero essere sufficienti a correggere da 40 a 50 mEq di acido organico in eccesso. 6. Usare integratori alimentari alcalinizzanti, come minerali ionizzati biodisponibili e ascorbato privo di antigeni di alta qualità, tamponato con calcio, magnesio, zinco e potassio. Aggiungere glutamina-L con alfachetoglutarato piridossale (PAK), sali di Krebs e semi di sesamo/lino per mantenere sano il pH dell’urina del mattino. 7. Modificare la dieta e integrare in modo sufficiente da ottenere e mantenere un’urina del mattino a pH 6.5 – 7.5, che riflette l’esistenza di riserve minerali tampone adeguate. 8. Invertire i modelli appresi di ansia (iperattività simpatica) praticando esercizi di rilassamento, attività piacevoli ed esercizi a carico naturale. 9. Rinforzare le difese immunitarie. Pensieri conclusivi Il mantenimento della salute ossea e del pH cellulare per tutta la vita è una questione di piccole, ma importantissime scelte. Metà delle donne anziane e oltre il 20% degli uomini anziani soffre di fratture che possono in gran parte essere evitate seguendo i suggerimenti dati in questo articolo. Un sostanziale miglioramento della qualità della vita e un risparmio sui costi per le terapie che va da 14 a 60 milioni di dollari all’anno sono alcuni dei vantaggi di cui godere. Gli autori ringraziano la Dr. Lynda Frassetto per la revisione del manoscritto e la personale comunicazione di dati. L'osteoporosi non si vede, ma c'è! - Corriere della Sera, ottobre 2010 (See attached file: Corriere Salute_17.10.10.pdf) Rassegna studi scientifici 1. Lonergan, e. Aging and the kidney: adjusting treatment to physiologic change Con l’avanzare dell’età, i cambiamenti della fisiologia e della funzione renale sottopongono il paziente anziano al rischio di effetti avversi alle terapie farmacologiche a causa dell’incidenza di problemi come l’acidosi metabolica. 2. Frassetto, L. e Sebastian A. Age and systemic acid-base equilibrium: analysis of published data, Journal of Gerontology Advanced Biological Science and Medical Science Gli autori hanno esaminato la rassegna della letteratura per determinare se l’equlibrio acido-base cambi con l’invecchiamento nei soggetti adulti normali. Usando l’analisi di regressione lineare, hanno riscontrato che con l’avanzare dell’età vi è un significativo aumento degli H+ del sangue in condizioni stazionarie, il che indica un progressivo peggioramento dell’acidosi metabolica, che può riflettere, in parte, il declino della funzione renale che si riscontra con l’avanzare dell’età. 3. Alpern R. e Sakhaee The clinical spectrum of chronic metabolic acidosis: homeostatic mechanisms produce significant morbidity American Journal of Kidney Disease L’acidosi metabolica cronica è un processo per cui il corpo si ritrova con un eccessivo carico acido dovuto alla produzione eccessiva di acido o alla minore capacità di eliminare l’acido da parte dei normali meccanismi omeostatici. Un eccessivo consumo di carne e l’invecchiamento sono due condizioni cliniche spesso associate all’acidosi metabolica cronica. La risposta omeostatica del corpo, a questa patologia, è molto efficiente, per cui il pH del sangue, grazie ad una serie di meccanismi di compensazione, spesso viene mantenuto ad un livello normale. Tuttavia, queste risposte omeostatiche generano delle conseguenze patologiche come la nefrolitiasi, la demineralizzazione ossea, il crollo delle proteine muscolari e la crescita renale. 4. Bushinsky, D. Acid-base imbalance and the skeleton European Journal of Nutrition Gli uomini, generalmente, consumano una dieta che genera acidi metabolici e porta ad un calo del bicarbonato sistemico e del pH. L’acidosi metabolica cronica altera la funzione cellulare osea; vi è un aumento nell’assorbimento osteoclastico osseo e un calo nella formazione osteoblastica ossea. Con l’invecchiamento si riduce inoltre, la capacità di eliminare gli acidi metabolici, a causa del normale declino della funzione renale. 5. Frassetto L.; Morris R.; Sellmeyer D.; Todd K. e Sebastian A. Diet, evolution and aging: the pathophysiologic effects of the post-agricultural inversion of the potassium-to-sodium and base-to-chloride ratios in the human diet European Journal of Nutrition I cambiamenti nell’alimentazione, degli ultimi due secoli, sono in discordanza con le richieste nutrizionali, determinate geneticamente, negli uomini. Un’eccessiva quantità di cloruro di sodio, una carenza di potassio e acidi alimentari in eccesso, che non vengono mediati da bicarbonati alimentari, portano ad acidosi metabolica cronica, la quale amplifica le conseguenze patofisiologiche legate all’età (come perdita di sostanza ossea, aumento di calcio urinario, disturbi nel metabolismo dell’azoto e bassi livelli dell’ormone della crescita). 6. Frassetto, L., Morris, R., e Seastian, A. Effect of age on blood acid-base composition in adult humans: role of age-related renal functional decline American Journal of Physiology Gli adulti sani manifestano un’acidosi metabolica, dipendente dall’alimentazione, la cui gravità aumenta con l’età, a un ritmo costante, descritto da un indice di produzione endogena di acido, apparentemente dovuta al normale declino della funzione renale, legato all’età. 7. Alpern, R. Trade-offs in the adaptation to acidosis Kidney International Un eccessivo apporto di proteine, con conseguente aumento della produzione metabolica di acido, è evidente in meccanismi compensatori che portano allo sviluppo di calcoli renali, malattie ossee, renali e ad uno stato catabolico. 8. Krapt, R. e Jehle, A. Renal function and renal disease in the elderly Schweizerische Medizinische Wochenschrift La riduzione delle funzioni renali, dovuta all’età, spiega, almeno in parte, quelle condizioni clinicamente importanti, e correlate appunto all’età, come l’acidosi metabolica. 9. Adrogue, H. e Madias, N. Management of life-threatening acid-base disorders New England Journal of Medicine L’omeostasi dell’equilibrio acido-base esercita un’importante influenza sulla funzione proteica, quindi incide notevolmente sulla performance di tessuti e organi. Le deviazioni dell’acidità possono avere conseguenze avverse e, se gravi, possono essere letali. 10. Maurer, M. Riesen, W; Muser J.; Hulter H. e Krapf R. Neutralization of Western diet inhibits bone resportion independently of K intake and reduces cortisol secretion in humans. American Journal of Physiology and Renal Physiology Il carico di acido della dieta occidentale risulta in leggera acidosi metabolica cronica, associata ad uno stato di eccesso di cortisolo. Una dieta alcalina bilanciata modula il riassorbimento osseo e le alterazioni associate, che avvengono nell’omeostasi del calcio e del fosfato. 11. Mat R., Kelly, R. and Mitch, W. Metabolic acidosis stimulates protein degradation in rat muscle by glucocorticoid-dependen mechanism Journal of Clinical investigations L’acidosi metabolica cronica aumenta la degradazione proteica muscolare nel tessuto muscolare del ratto. 12. Meghji S.; Morrison M., Henderson B. and Arnett, T. pH dependence of bone resoption: mouse calvarial osteoclasts are activated by acidosis American Journal of Physiological and Endocrinological Metabolism L’attività degli osteoclasti è modulata da piccole variazioni del pH ed è un fattore determinante dell’assorbimento osseo nelle colture calvariali del topo. 13. Nabata, T.; Morimoto, S. and Ogihara, T. "Abnormalities in acid-base balance in the elderly" Nippon Rinsho La diminuzione della capacità di regolare l’equilibrio acido-base è una caratteristica dell’invecchiamento. La regolazione del pH dipende,in ultima analisi, dai reni e dai polmoni; tuttavia, la capacità di questi organi diminuisce fisiologicamente con l’invecchiamento. L’insufficienza renale e/o le malattie polmonari croniche ostruttive e diversi medicinali, come i diuretici, spesso incidono sull’equilibrio acido-base negli anziani. 14. Robergs, R. “Exercise-induced metabolic acidosis: where do the protons come from?” Sport Science La fisiologia dell’esercizio intenso che induce l’acidosi è molto più complessa di quanto si pensi. Nella fase di transizione ad una maggiore intensità di esercizio, il rilascio di protoni è addirittura superiore a quella del lattato, il che indica come l’acidosi sia solo parzialmente collegata alla produzione di “acido lattico”. 15. Sebastian A.; Harris S..; Ottaway J., Todd K. and Morris R. "Improved mineral balance and skeletal metabolism in postmenopausal women treated with potassium bicarbonate" New England Journal of Medicine. L’acido endogeno, prodotto dal metabolismo degli alimenti nelle diete ordinarie ricche di proteine, può contribuire a ridurre la massa ossea, cosa che già normalmente avviene con l’invecchiamento. La somministrazione orale di bicarbonato di potassio, a una dose sufficiente per neutralizzare l’acido endogeno, aumenta il bilancio di calcio e di fosforo, riduce il riassorbimento osseo e aumenta il grado di formazione ossea. 16. Sebastian A., Frassetto L., Sellmeyer D., Merriam R. and Morris R. "Estimation of the net acid load of the diet of ancestral preagricultural Homo sapiens and their hominid ancestors" American Journal of Clinical Nutrition Le stime circa il carico sistemico di acido nelle diete ancestrali pre-agricoltura, confrontate con le diete contemporanee, riflettono una discordanza tra la composizione dei nutrienti della dieta e le richieste nutrizionali determinate geneticamente. Il risultato è che le diete contemporanee generano acidosi metabolica indotta dall’alimentazione nell’uomo contemporaneo. L’equilibrio acido – base ed il dolore DAI PROFESSIONISTI PER I PROFESSIONISTI I presupposti dell’equilibrio acido – base Il fattore principale di tutti i processi biochimici che si verificano all’interno di ciascun organismo e di ciascuna cellula è rappresentato dall’equilibrio acido – base. Una particolare attenzione a questo equilibrio viene prestata soprattutto nei reparti di terapia intensiva degli ospedali, in nefrologia ed in pneumologia. Gli effetti di un sovraccarico cronico di acidi nell’organismo giocano un ruolo fondamentale non solo nel trattamento delle patologie a livello ospedaliero ma anche ambulatoriale. Numerose patologie sono infatti correlate a stati dolorosi cronici, come per esempio il mal di testa e l’emicrania, il bruciore di stomaco, i crampi allo stomaco ed all’intestino, i reumatismi delle parti molli, i disturbi alla colonna vertebrale, l’osteoporosi e le nevralgie senza cause apparenti. Di particolare importanza sono poi i dolori dei pazienti affetti da patologie tumorali. Nei nostri miliardi di cellule corporee viene continuamente stanziata energia: le sostanze alimentari di base, vale a dire le proteine, i carboidrati ed i grassi vengono scissi, attraverso appositi processi, in particolare il ciclo dell’acido citrico, in acqua, calore ed anidride carbonica. Il presupposto perché ciò avvenga è l’evolversi e l’intrecciarsi senza intoppi di tutti questi processi. Attraverso un cambiamento reologico delle condizioni di trasporto, essi possono in parte venire bloccati, limitando, se non addirittura interrompendo, la capacità di escrezione. Per evitare ciò, i meccanismi di regolazione che si sviluppano sono il tampone bicarbonato, il tampone fosfato, lo scambio di cationi, l’eliminazione diretta degli acidi a livello dei reni ed il meccanismo dell’ammonio. I fattori di iperacidificazione Generalmente il sistema “uomo” in buona salute funziona perfettamente, gli acidi vengono eliminati in modo efficiente e l’equilibrio acido – base funziona in modo preciso. Oggigiorno però si assiste ad un incremento sempre crescente del predominio dei seguenti fattori di iperacidificazione: • Alimentazione scorretta troppo ricca di proteine, • Approvvigionamento insufficiente di liquidi, • Ingestione di veleni, anche ambientali, • Stress, • Sovraccarico fisico, • Attività fisica insufficiente, che provoca una riduzione della respirazione e quindi della formazione di acido lattico. Il pioniere delle teorie sull’alimentazione, Franz Xaver Mayr, già nel 1920 aveva indicato l’addome come la più grande fonte di acidi [5]. Quest’affermazione oggi è più che mai valida, poiché assistiamo sempre più spesso alla comparsa di una sintomatologia causata dalla presenza di un intestino patologico, intralciato nel suo lavoro da un’alimentazione scorretta, basata principalmente sui conservanti, presenti nei cibi pronti. Anche l’assunzione di soli alimenti basici può tuttavia portare alla stessa condizione, se essi non vengono scomposti nel modo corretto nel tratto stomaco – intestino (processi di fermentazione o putrefazione). La febbre, le infiammazioni o lo stress negativo portano alla formazione di nuovi acidi. La presenza di una quantità troppo elevata di acidi rappresenta tuttavia per l’uomo moderno la normalità, senza contare il volume d’affari che crea il mercato antiacidi, vendibili liberamente al pubblico. La presenza di una quantità troppo elevata di succhi gastrici deve sempre essere messa in correlazione con la presenza di una quantità troppo scarsa di basi. L’origine del dolore Secondo Pischinger [7] e Heine [4] l’origine del dolore può essere spiegata analizzando la composizione del tessuto connettivo. La matrice extracellulare di ciascuna cellula è composta da un filtro molecolare di glicoproteine glicosilate (proteoglicani e glicosaminoglicani), appositamente predisposto, da strutture di glicoproteine (collageno ed elastina) e da proteine negative. Attraverso il filtro molecolare hanno luogo tutti i processi di rifornimento e di smaltimento delle scorie. Gli acidi del metabolismo, che percorrono queste vie di trasporto, possono “rimenere fermi” nei loro legami salini. Ne consegue una condensazione di questa matrice, con conseguente compressione anche degli assoni corrispondenti. Se nel tessuto connettivo si verifica un incremento dell’equivalente acido, i recettori del dolore emettono un maggior numero di segnali, vale a dire che la sensibilità al dolore dell’individuo aumenta. Le endorfine in questo caso sono poco efficaci, poiché vengono attivate solamente in presenza di un ambiente basico. Il sovraccarico di tossine provenienti dall’esterno ed i disturbi interni (focolai di infiammazione e di pus) provocano un’iperacidificazione dello spazio linfatico. L’aumento degli acidi nel tessuto connettivo o nelle cellule dei vari organi fa diminuire notevolmente la capacità, da parte dell’organismo, di utilizzare le catene enzimatiche, portando ad una concomitante diminuzione anche della sua capacità di disintossicazione. Tutto ciò non fa che aumentare il contenuto di acidi nell’organismo, accellerare i processi patologici e condurre definitivamente allo svilupparsi del dolore nonché ad un suo costante incremento. Il circolo vizioso: origine del dolore – sua persistenza A seguito dei processi sopra descritti viene a crearsi un circolo vizioso in cui prima si origina il dolore, che poi successivamente continua a persistere: gli assoni presenti nella matrice ormai intossicata segnalano il dolore, che a sua volta, in un individuo malato, provoca reazioni di stress. Quest’ultimo genera la paura, che a sua volta produce delle contrazioni e queste generano nuovamente dolore. Il simpaticotono, in aumento nei pazienti che provano dolore, non fa che incrementare il metabolismo anaerobico già esistente e quindi di nuovo l’iperacidificazione del tessuto. Solamente attraverso una compensazione di questa acidificazione cronica, e quindi agendo sulle sue cause, si può ridurre il dolore in modo efficace e duraturo. Il ruolo dell’acido arachidonico Nella medicina classica l’acidificazione dei tessuti viene sempre confrontata con la quantità di acido arachidonico presente. Esso, in qualsiasi organismo animale, viene sintetizzato dall’acido linoleico, l’acido grasso essenziale Omega – 6, che altrimenti può essere assunto attraverso l’alimentazione. L’acido arachidonico in forma esterificata è localizzato nella membrana cellulare come parte lipidica e viene liberato dall’attività regolatrice dell’enzima fosfolipase A2. Il cortisone e la vitamina E possono inibire questo enzima e quindi influire positivamente sui processi infiammatori dell’artrosi e dell’artrite. Nel caso di patologie infiammatorie autoimmuni se ne consiglia infatti l’assunzione. La medicina naturale è tuttavia in grado di guardare gli acidi nella loro totalità, sia quelli assunti dall’esterno, sia quelli prodotti direttamente dal nostro corpo: l’acido urico assunto attraverso il consumo di carne o prodotto dalla decomposizione cellulare, l’acido lattico prodotto dallo sforzo fisico o dalla glicolisi anaerobica, l’acido tannico, l’acido acetico, assunto attraverso il consumo di dolci e alcol, l’acido solforico prodotto dal consumo di carne suina, l’acido muriatico causato dallo stress, dalla rabbia e dal risentimento. I valori del pH nei tessuti sani ed in quelli malati È sorprendente quanto possano diminuire i valori del pH nei vari tessuti. Il suo valore abituale è 6,8. I pazienti affetti da patologie tumorali soffrono molto a causa del dolore, ed il valore del loro pH nella zona intorno al tumore può abbassarsi anche fino a 6,2. Il valore del pH nelle articolazioni sane è di 7,64 – 7,31, nel caso di osteoartrosi esso scende a 7,54 – 7,25, nel caso invece di patologie reumatoidi delle articolazioni esso è di 7,41 – 6,85. Per garantire la sopravvivenza dell’organismo, il valore del pH sanguigno deve essere compreso fra 7,34 e 7,45. La capacità tampone del sangue permette questa invariabilità: • Tampone bicarbonato 53%, • Tampone emoglobina 35%, • Tampone proteina 7%, • Tampone fosfato 5%. Nonostante ciò, anche la migliore capacità tampone presto si esaurisce, come infatti ci dimostra la gran quantità di pazienti esaminati. Anche gli organi preposti all’eliminazione delle scorie infatti hanno un “limite di tempo”: per far fronte al flusso acido, l’organismo deve necessariamente spostare questa capacità tampone nel tessuto connettivo, la matrice. Volhardt per questo motivo ha definito questo tessuto connettivo come “antecedente ai reni”. Durante il riposo notturno i reni espellono gli acidi contenuti nei depositi, dopo che sono stati trasportati nei vasi sanguigni sotto forma di sale. Ecco perché l’urina del mattino possiede la maggiore concentrazione di acidi e perché molti individui, soprattutto i pazienti reumatici, riscontrano una maggiore rigidità articolare la mattina, spesso associata a dolore. L’alimentazione ricca di acidi e il dolore Non deve sorprendere che la comparsa di reumatismi cronici alle articolazioni sia spesso direttamente associata al consumo di proteine animali. Durante la terapia è stato dimostrato che i pazienti potevano essere liberati definitivamente dal dolore e che l’incedere della loro malattia poteva essere rallentato, anche attraverso il consumo di alimenti contenenti una grande quantità di basi. I racconti dei pazienti affetti da PCP affermano sempre più spesso che la rinuncia al consumo di proteine animali prima della decisiva comparsa della malattia avrebbe potuto proteggerli da essa . Attraverso l’introduzione di un numero così elevato di acidi, le fibre di collagene del tessuto connettivo si gonfiano, come accade nel caso dei reumatismi delle articolazioni e delle parti molli, o dell’artrosi. Un’ulteriore acidificazione provoca il passaggio definitivo di queste fibre dallo stato sol allo stato fisso gel. Da qui la definizione miogelosi, nel caso di contratture muscolari che devono essere trattate con specifici massaggi. Gli analgesici “acidi” ed il dolore Non si deve dimenticare poi che gli analgesici chimici cercano sì di ridurre il dolore, ma introducono anche nell’organismo degli acidi. Poiché per esempio nel caso dell’emicrania il paracetamolo viene assorbito in quantità insufficiente, spesso il paziente deve ricorrere anche all’uso di acido acetilsalicilico, diclofenac o naprossene. Queste sostanze appartengono ai cosiddetti analgesici “acidi” e favoriscono un’ulteriore iperacidificazione del metabolismo. Tutto ciò abbassa ancora di più la soglia del dolore del paziente, aumentando la frequenza dei mal di testa e degli attacchi di emicrania. Ecco un’altra costatazione, valida soprattutto nei pazienti anziani, che soffrono maggiormente il dolore: la capacità di eliminazione degli acidi da parte dei reni diminuisce con l’età. Collier [1] a seguito della sua esperienza pluridecennale, aveva espresso la seguente citazione: “il centro della respirazione e della circolazione sanguigna viene irritato dall’acido carbonico. La stanchezza ed i disturbi del sonno sono solamente l’espressione di un’acidificazione crescente. L’ultimo SOS del corpo, quando ormai l’acido aumenta sia a livello locale che a livello generale, è il dolore!” Lo sviluppo dell’acido nella formazione del tumore La particolare forma di sviluppo dell’acido nella genesi del tumore viene descritta dalle nuove ricerche di Coy [2] in questo modo: Warburg [10] aveva già dedotto che la cellula tumorale ha un suo modo di metabolizzare l’energia, la glicolisi anaerobica, nonostante abbia a disposizione l’ossigeno. Ne deriva la formazione a livello intracellulare di acido lattico. La cellula deve necessariamente esportare dall’interno questo lattato, altrimenti si autodistruggerebbe. Intorno ad essa si forma quindi una corazza acida, che non lascia agire i farmaci chemioterapici. Tale ambiente, estremamente acidificato, può inoltre causare il disfacimento dei capillari o dei vasi linfatici, e quindi portare alla creazione di metastasi. La misurazione dell’acido Alla medicina naturale viene rimproverato di proporre una diagnostica fondata su basi metriche, quando non ne avrebbe bisogno, poiché essa si basa su fenomeni che “non sono riproducibili scientificamente”. Dall’altra parte la diagnosi di acido – base trae la sua origine dalla biochimica classica, a cui interessa principalmente stimare il carico dei valori del pH o delle capacità tampone con elementi riproducibili. I metodi di misurazione Il valore del pH nell’urina: il paziente moderno è abituato a confrontarsi con i valori di laboratorio. Nella misurazione dell’equilibrio acido – base egli viene invitato alla collaborazione: deve misurare più volte al giorno (3 – 5x), meglio se per 3 giorni consecutivi, il valore del pH nell’urina. La misurazione di un singolo valore non ha senso poiché rappresenta solamente la reazione dell’organismo al cibo assunto antecedentemente alla misurazione, o della sua situazione vitale. Solamente la rappresentazione di un profilo è in grado di delineare la capacità di eliminazione dell’acido da parte dei reni ed in particolare del tessuto connettivo che ne “sta dietro”. In un organismo che funziona regolarmente, ad un abbassamento del valore del pH del mattino (circa 5) – che rappresenta la conseguenza dell’eliminazione parasimpatica dell’acido durante la notte – segue una distribuzione delle basi dopo la colazione, a cui fa seguito un ulteriore incremento del valore del pH a 6 – 7, e a livello postprandiale dopo pranzo una reazione ancora più forte con un valore del pH sopra 7. Questo metodo di misurazione rappresenta la possibilità più semplice e più conveniente per definire l’equilibrio acido – base, anche se i valori del pH possono essere classificati solo visivamente. In molti pazienti tuttavia queste normali oscillazioni del pH non sono più riproducibili, a causa di una rigidità di regolazione (il valore del pH rimane sempre a 5). Test di provocazione: il test di provocazione mattutino permette un’ulteriore dimostrazione: la mattina a stomaco vuoto devono essere assunte 5 compresse basiche o 2 cucchiaini da tè di polvere basica con 2 bicchieri d’acqua. Quando, dopo 1 – 2 ore il valore del pH non si è modificato da 5, si deve supporre l’inizio di una concreta insufficienza di basi. Il valore del pH nella saliva: è anche possibile eseguire la misurazione del valore del pH della saliva con l’apposita cartina. Una saliva sana ha un valore normale di 7. Alla misurazione del valore del pH dell’urina si può accompagnare, nei giorni di test, la misurazione del pH della saliva (è importante misurarlo senza risciacquare la bocca e a digiuno). Sono possibili valori anche di 4 – 5. La titolazione venosa e la misurazione dell’acido – base secondo Sander: per un’esatta delineazione di tutti i parametri possibili analizziamo la titolazione venosa e la misurazione dell’acido – base secondo Sander. La titolazione venosa misura il valore del pH sanguigno, così come la capacità tampone del sangue e del plasma. Da questi si calcola il tampone intracellulare, che permette di dedurre lo stato acido dei tessuti. Il suo vantaggio è rappresentato dalla rilevazione relativamente veloce e riproducibile. Lo svantaggio è dato dalla necessità di avere a disposizione tutta la strumentazione tecnica: la sonda pH, la centrifuga, il termoblocco, le pipette. Un ulteriore svantaggio è rappresentato dal tipo di misurazione, che deve essere effettuata immediatamente, perché non è possibile spedire i campioni. Il metodo di misurazione dell’urina secondo Sander rappresenta l’altra importante possibilità diagnostica. Esso non si basa solamente sulle misurazioni di 5 prove di urina al giorno, ma esegue anche la titolazione, rispettivamente delle parti acide e di quelle basiche dell’urina. Da tutti questi dati si può calcolare il quoziente medio di acidità, che rappresenta un numero indice per delineare il sovraccarico di acidi nel corpo. Il corpo stesso tuttavia è come un libro di immagini. Attraverso la diagnostica umorale è possibile rilevare la falda di Kibler sulla colonna vertebrale. Normalmente in un tessuto sano è possibile rilevare questa falda solamente attraverso la manipolazione con il pollice e l’indice. Nel caso di un tessuto rigido e iperacidificato ciò non è (quasi) mai possibile. La terapia Premesse e durata della terapia I presupposti base per il successo della terapia di disacidificazione sono rappresentati dalla comprensione e dalla collaborazione del paziente, poiché una terapia passiva sarebbe priva di senso. Alcuni pazienti infatti chiedono “quando saranno disacidificati”. Ciò naturalmente non ha alcun senso, perché la disacidificazione è un impegno che deve durare tutta la vita. Anche l’indicazione temporale su quando un paziente sarà definitivamente liberato da una situazione acuta di iperacidificazione, difficilmente è possibile. Questo perché l’esperienza insegna con stupore quanto possa essere l’acido che si riscontra nel tessuto connettivo quando si comincia ad instaurare una terapia idonea. In un giornale ho trovato la seguente pubblicità: “i miei dolori di artrosi sono spariti in 5 giorni”. Dove era stato utilizzato un prodotto biologico a base di calcio. Purtroppo certi risultati non sono così efficaci e così facili da raggiungere, sebbene si possano raggiungere. Pirlet [6] ha dimostrato, soprattutto nei pazienti reumatici, che attraverso l’assunzione di un’alimentazione tradizionale, dove i vari alimenti vengono combinati, si rilevano nelle feci concentrazioni di alcolici fermentati, come il metanolo e l’etanolo. Attraverso quindi un ritorno ai costumi antichi si può rifiutare anche questa autointossicazione. Particolarmente importante risulta la riduzione, o meglio ancora l’abbandono, dello zucchero raffinato. La sanificazione intestinale Dopo che già nel 1920 F. X. Mayr aveva definito l’intestino come la più grande fonte di acidi, e molti pazienti affetti dal dolore riferivano anche, direttamente o indirettamente, problemi addominali, risulta logico approfondire prima i disturbi causati dai batteri intestinali. La terapia intestinale classica di F. X. Mayr inizia con un’attenzione verso l’intestino, vale a dire che ad esso devono essere “ordinate” delle fasi di riposo, in modo da poter iniziare una sua depurazione ed una sua autoguarigione. Una fase di riposo potrebbe già essere quella di saltare il pasto serale, o di assumere pasti molto parchi. Questo processo si può ampliare poi ad una vera e propria cura del digiuno. Il lavaggio rappresenta il secondo livello della cura di F. X. Mayr, in cui è molto conosciuta l’assunzione del sale inglese la mattina, anche se per un lavoratore diventa di difficile applicazione. L’assunzione della bevanda Ozovit® alla sera va bene per 3 – 4 settimane. Il suo principio attivo è il perossido di magnesio, che sanifica l’intestino e lo pulisce costantemente. Anche la somministrazione di sostanze amare serve al lavaggio intestinale. Esse possono essere quelle di Hildegard von Bingen, così come le gocce di colagogo. In ogni caso, la mattina a stomaco vuoto, dovrebbe essere bevuto almeno un bicchiere con ¼ di acqua tiepida. Secondo Mayr l’educazione del paziente rappresenta sicuramente una fase importante del processo di cura. Poiché oggigiorno siamo abituati a masticare poco, bisognerebbe imparare (di nuovo) a masticare, innanzitutto per produrre correttamente il chimo, e poi per gustare quello che mangiamo. Ne conseguirebbe anche un senso di sazietà diverso, il chimo potrebbe essere lavorato meglio a livello enzimatico e la quantità di lavoro dell’organismo si ridurrebbe. Un ulteriore accorgimento è rappresentato dalla sostituzione, non solamente delle sostanze acide con quelle basiche, ma anche con i preparati simbiotici. La scelta deve essere fatta da un terapeuta, a seconda della sua esperienza o del biogramma batterico del paziente. È importante fare attenzione anche alla presenza della candida, al fine di iniziare una terapia ed una dieta idonee (abbandono di cibi contenenti zucchero). L’eliminazione degli acidi e delle tossine La natura ha disposto che gli acidi potessero essere eliminati anche a livello intestinale, ne sono la prova i pazienti che presentano feci acide. Dopo che i reni hanno svolto la loro funzione di eliminazione degli acidi, dovrebbero essere aiutati e sostenuti dal paziente attraverso l’assunzione abbondante di liquidi, meglio se acqua o tisane d’erbe leggere (2 – 3lt / giorno). Essi possono essere aiutati anche grazie all’assunzione di precisi preparati urologici. I bagni basici (circa 100 gr. di bicarbonato di sodio nell’acqua del bagno, che deve durare almeno 30 min.) aiutano la pelle nel processo di disacidificazione e riducono quindi il dolore. La terapia dietetica Una riorganizzazione dell’alimentazione, questa volta ricca di basi (in presenza di un intestino pulito e potenziato a livello simbiotico), rappresenta il presupposto per il successo di una terapia del dolore attraverso la disacidificazione. Gli alimenti ricchi di basi sono la verdura e la frutta. Alcune parole sul caffè: il chicco di caffè contiene, insieme alla caffeina, anche dei minerali, quindi crudo è in ogni caso un alimento basico. Attraverso la tostatura però possono formarsi e crescere degli acidi. La caffeina ha senza dubbio un effetto simpaticotonico, fa aumentare quindi il bilancio a favore degli acidi. Se bevuto in grandi quantità, possiede quindi un effetto acidificante. D’altra parte una tazza di caffè è anche un piacere, ed il piacere agisce sulla psiche con effetto parasimpaticotonico, e quindi basico! Le combinazioni di un’alimentazione basica L’80% degli alimenti dovrebbero essere basici o neutri: • Basico: patate, frutta, verdura, fagioli verdi, cipolle, acqua minerale naturale, tisana d’erbe • Neutro: olio pressato a freddo, burro, latte, panna Il 20% degli alimenti dovrebbero essere acidi o acidificanti: • Carne, salumi, pesce, uova, formaggio, quark, cereali, noccioline americane, farina bianca, cioccolato, bevande aggiunte di anidride carbonica, alcolici La terapia basica La terapia basica nella medicina classica viene eseguita direttamente soltanto in nefrologia, indirettamente in urologia. In nefrologia i pazienti con insufficienza renale ricevono bicarbonato di sodio, subito dopo la misurazione della quantità di acido presente. In questi pazienti infatti si deve supporre che anche il tessuto connettivo sia interessato da un’invasione di acido. La mia grande esperienza ha dimostrato che l’inizio anticipato di una terapia basica, facendo quindi attenzione all’organo patologico, in questo caso i reni, ha permesso di rimandare a lungo il ricorso alla dialisi. Dall’altra parte però bisogna sottolineare il fatto che più un organismo è malato, più deve essere delicato il processo di eliminazione degli acidi. Un rene già malato sarebbe troppo sovraccaricato da un processo forzato di eliminazione degli acidi! L’urologia utilizza principalmente il citrato di potassio come mezzo di profilassi o per l’eliminazione dei calcoli. Anche in questo caso dovrebbe essere eseguita un’efficace terapia basica. In 3 studi è stato dimostrato che una corretta terapia basica ha lo stesso valore della terapia del dolore: Witasek [11] ha somministrato, a 30 candidati e per un periodo di 3 settimane, sia una combinazione di minerali basici, sia del placebo, riscontrando nel gruppo verum un’evidente diminuzione dei dolori alla nuca ed alle articolazioni, delle contratture muscolari, della tachicardia, dei disturbi del sonno, nonché delle situazioni di esaurimento mentale. Nello studio di Vormann, Worlitschek et al. [9] 80 candidati hanno assunto per 4 settimane un composto basico di minerali, riscontrando successivamente un significativo miglioramento del dolore alla schiena. Czeus et al. [3] hanno dimostrato, attraverso l’utilizzo dello stesso preparato, che dopo 12 settimane si verificava una riduzione del dolore nell’artrite reumatoide. La terapia basica orale Il preparato principale su cui si basava la terapia basica era la polvere basica di Sander e Kern. I suoi componenti principali sono il carbonato di calcio, il bicarbonato di potassio, il bicarbonato di sodio ed il carbonato di magnesio. Tuttavia la medicina popolare è a conoscenza già da 170 anni del cosiddetto sale del farmacista Bullrich. È evidente quindi come la terapia basica sia stata considerata molto utile già nei decenni passati. Per l’uso quotidiano le compresse sono sicuramente le più pratiche. Sul mercato ne esistono una gran quantità di tipi. Qui citiamo solamente le “classiche”: • Alkala® N polvere e compresse • Basenpulver – Pascoe® e Basentabs • Basica Sortiment • Basosyx compresse • Sale di Bullrich compresse e polvere • Bullrichs Vital compresse e polvere I dosaggi raccomandati sono di 3x2 compresse o 2x1 TL polvere per 4 – 6 settimane: una posizione particolare assumono invece Nephrotrans® e Bicanorm®, che contengono bicarbonato di sodio rivestito, che viene poi liberato nell’intestino tenue. Questi prodotti hanno avuto un grande effetto pubblicitario, puntando sul fatto che l’acido carbonico non può essere prodotto dallo stomaco. All’organismo però, per mantenere un equilibrio generale, è indifferente da dove provengano le basi. Esso non è in grado di produrle direttamente, e quindi è stato addestrato per perseguirne l’approvvigionamento. L’infusione di basi Originariamente la mia intenzione era quella di utilizzare nel mio ambulatorio l’infusione di basi, appena sviluppata, come terapia di supporto per i pazienti in stato di iperacidificazione (nel reparto di terapia intensiva essa naturalmente rappresentava già uno standard), poiché essi potevano sottoporsi al processo di lavaggio intestinale solo all’interno dei reparti di terapia intensiva. Nel frattempo però questo tipo di terapia fortunatamente è diventata lo standard anche in molti centri che applicano forme di terapia biologica. L’infusione di basi secondo Worlitschek Soluzione di 500 ml NaCl + 100 – 120 ml di soluzione di bicarbonato di sodio all’8,4% L’infusione avviene con l’ausilio di una cannula transflo. È importante inoltre che essa venga eseguita su di un corpo precedentemente riscaldato. La sua durata è di 30 – 45 min. Per motivi di tollerabilità non devono essere utilizzate delle vene troppo piccole, facendo attenzione ad utilizzare un catetere intravenoso adatto. Il possibile svantaggio di questa terapia è la sua applicazione a livello ambulatoriale. È assolutamente vietata l’aggiunta di altre sostanze, come i minerali, poiché l’effetto di questa “semplice” infusione basica non deve assolutamente essere sottovalutato. Grazie ad essa infatti vengono stimolate tutte le capacità di auto guarigione dell’intestino! La combinazione di altre sostanze potrebbe portare invece ad un sovra eccitamento di tutto il sistema. Le reazioni dei pazienti Generalmente si riscontrano soltanto reazioni piacevoli. Esempio di un paziente Paziente di 50 anni, che presenta metastasi da carcinoma ovarico. Già durante l’infusione la paziente ha riferito di riuscire a respirare meglio e più profondamente. Decisivo infatti nei pazienti tumorali è il miglioramento della loro qualità di vita. Rare controindicazioni Raramente viene vietata l’infusione basica. Esempio di un paziente Paziente di 25 anni in pronto soccorso, affetta da colite. Aveva già avuto episodi violenti di vomito. Durante l’infusione la paziente provava sensazioni sgradevoli, scomparse subito dopo l’interruzione dell’infusione ed il suo scambio con l’infusione di Ringer. In molti pazienti affetti da colite ho riscontrato dalla titolazione venosa delle condizioni gravi di iperacidificazione. Per mio interesse personale ho effettuato in pronto soccorso la titolazione venosa, riscontrando un’evidente alcalosi, provocata dal vomito. L’aggiunta di procaina nei pazienti affetti da patologie tumorali Oettmeier e Reuter hanno sviluppato un ampliamento della terapia attraverso l’aggiunta di procaina, in particolare per i pazienti affetti da tumore. La procaina idrocloridrata presenta i seguenti vantaggi: • La dilatazione dei vasi, soprattutto a livello dei capillari, • Buona manovrabilità e bassa tossicità, • Effetto di riduzione del consumo di ossigeno ed effetto isolante dei capillari. L’elevato tasso allergizzante, esposto nei libri di testo, nella pratica medica non è stato riscontrato, soprattutto in combinazione con il bicarbonato di sodio. Oettmeier e Reuter hanno dosato, come aggiunta di procaina, fino a 600 mg di prodotto, rendendo doveroso un controllo della circolazione sanguigna del paziente. Essi hanno potuto documentare dopo mesi di trattamento un’evidente riduzione del consumo di analgesici sui livelli WHO I e II. Personalmente raccomando, al fine di evitare rischi, un’infusione di procaina di 100 – 200 mg. Numero di infusioni nel caso della presenza di dolore In condizioni “normali” di dolore quali emicrania, reumatismi delle parti molli, crampi allo stomaco ed all’intestino, l’infusione come terapia iniziale è stata sperimentata con successo. Nel singolo caso possono essere eseguite anche più infusioni, a distanza di 2 – 3 giorni. Nei pazienti affetti da tumore si raccomanda l’infusione basica con procaina prima della chemioterapia e 2 – 3 giorni dopo, per poter fermare il flusso di acido. Attraverso questa terapia i tempi di guarigione di questi pazienti vengono fortemente ridotti. Indirizzi utili Misurazione dell’acido – base nell’urina secondo Sander Laboratorio Dr. Bayer Bopserwaldstrasse 26 70184 Stoccarda www.labor-bayer.de Sistema di infusione Bibag Eu – Ru Società Eu – Ru Med GmbH - Werner – Schrader – Strasse 29 38300 Wolfenbuttel Tel. 05351/907699, Fax 05331/907649 Apparecchio per la misurazione del pH Società Greisinger electronic GmbH - Hans – Sachs – Strasse 26 93128 Regenstauf - www.greisinger.de Termoblocco tipo 2B16K Società Aerne Analytik - Erbishofener Strasse 24, 89284 Pfaffenhofen a. d. Roth www.aerne-analytic.de Altre infusioni disacidificanti Un’altra possibilità di infusione disacidificante è rappresentata dallla combinazione di sale comune con 10 Amp. Lactopurum (Acidum L(+) – lacticum Dil D 4). È sorprendente come questo preparato sia in grado di indurre l’eliminazione degli acidi. Per motivi di completezza devo richiamare l’attenzione anche sulla sostanza tampone THAM (trometanolo). Nell’organismo esso ghermisce gli ioni di idrogeno ed esercita un’elevata attività sia intra – che extracellulare come tampone respingente. Tiriamo le somme per i professionisti Dalla mia esperienza di molti anni ed in accordo con altri terapeuti posso affermare che la terapia basica di disacidificazione ha un grande effetto anche come terapia del dolore. Negli stati dolorifici quotidiani poi essa risulta particolarmente efficace. Nei pazienti affetti da patologie tumorali deve essere prima di tutto instaurata una riorganizzazione dell’alimentazione. La terapia basica, anche somministrata nell’intervallo della chemioterapia, migliora in modo incisivo la qualità di vita di questi pazienti. I conflitti di interesse: l’autore chiarisce che non sussiste alcun tipo di collegamento scientifico nè tanto meno personale. Bibliografia [1] Collier R. L’equilibrio acido – base – cosa avviene nell’organismo. Sanum Post 1989; 7: 18-21 [2] Coy JF, Dressler D, Wilde J, Schubert P. Le mutazioni del gene TKTL 1 transchetolasi – like: implicazioni cliniche nelle patologie neurodegenerative, nel diabete e nel cancro. Clin Lab 2005; 51 (5-6): 257-273 [3] Czeus R, Bender T, Vormann J. La somministrazione di minerali alcalini nei pazienti affetti da artrite reumatoide. Reumatologia 2005; 44 (Suppl. 1): 179 [4] Heine H. Libro di testo di medicina biologica. III Ed. Stoccarda: Hippokrates; 2006 [5] Mayr FX. La domanda fatale. Scritti di nuova vita. Monaco: Le tre querce; 1951 [6] Pirlet K. Che cosa sono le scorie del metabolismo? EHK 1989; 38 (4): 223-225 [7]Pischinger A. Il sistema della regolazione basale. Nona Ed. Stoccarda: Haug 1998 [8] Sander F. L’equilibrio acido – base dell’organismo umano. Terza Ed. Stoccarda: Hippokrates; 1999 [9] Vormann J, Worlitschek M, Goedecke T, Silver B. La somministrazione di un composto minerale basico riduce la sintomatologia nei pazienti affetti da dolore lombare cronico. J Trace elem Med Bio 2001; 15 (2-3): 179-183 [10] Warburg O, Posener K, Negelein E. Il metabolismo della cellula cancerosa. Biochim Z 1924; 152: 309-344 [11]Witasek A, Traweger C, Gritsch P, Kogelnig R, Trotscher G: gli influssi dei sali minerali basici sull’organismo umano in condizioni alimentari standard. EHK 1996; 45 (8): 477-489 Michael Worlitschek, classe 1945, ha studiato a Wurzburg, Mannheim e Heidelberg. Dal 1975 si è stabilito nel proprio ambulatorio medico. Dopo la formazione secondo la diagnostica e la terapia di F.X. Mayr, nel 1984 ha iniziato nel suo ambulatorio a lavorare sull’equilibrio acido – base. Tiene regolarmente seminari e conferenze e cura la pubblicazione di numerosi volumi. Dal 1999 è il moderatore del Congresso sull’alimentazione della Settimana medica Baden – Baden. Indirizzo Dr. med. Michael Worlitschek Medico di medicina generale – e di medicina naturale Marktricherstrasse 3- 94065 Waldkirchen E-mail: mw@worlitschek.eu Studi clinici sull’acqua alcalina Un adeguato ricambio dei liquidi aiuta a mantenere l’idratazione e favorisce la salute e la performance fisica ottimale nei soggetti che svolgono regolare attività fisica. American College of Sports Medicine Articolo sulla necessità di un adeguato apporto di acqua durante l’attività fisica Med Sci Sports exercise 28/01/1996 (1)i-vii Convertino VA, Armstrong LE, Coyle EF, Mack GW, Sawka MN, Senay LC Jr, Sherman WM E’ opinione dell’American College of Sports Medicine che un adeguato ricambio di liquidi aiuti a mantenere l’idratazione favorendo così la salute e la performance fisica ottimale nei soggetti che svolgono regolare attività fisica. Quest’ affermazione si basa su un’analisi e un’interpretazione esaustiva della letteratura scientifica relativa all’influenza del ricambio di liquidi sulla performance fisica e sul rischio di danno termico associato alla disidratazione e all’ipertermia. Sulla base di prove disponibili, l’American College of Sports Medicine fornisce le seguenti raccomandazioni generali sulla quantità e sulla composizione dei liquidi che andrebbero assunti prima, durante e dopo l’attività fisica o la competizione sportiva: 1. si raccomanda che i soggetti seguano una dieta bilanciata a livello nutrizionale e che bevano una quantità di liquidi adeguata durante le 24 ore che precedono un evento sportivo, specialmente nel pasto prima della competizione, per favorire la giusta idratazione; 2. si raccomanda di bere almeno 500 ml di liquido circa 2 ore prima dell’attività sportiva per favorire la giusta idratazione e permettere l’eliminazione dell’acqua in eccesso; 3. durante l’attività, gli atleti dovrebbero cominciare a bere ad intervalli regolari per cercare di consumare i liquidi ad una velocità sufficiente per sostituire tutta l’acqua persa con la sudorazione (perdita peso corporeo) e consumare la massima quantità tollerata; 4. si raccomanda che i liquidi assunti siano più freschi della temperatura ambiente (tra 15 e 22 gradi C) e che siano aromatizzati per favorire la palatabilità e promuovere il ricambio dei liquidi. I liquidi dovrebbero essere già preparati e conservati in contenitori che permettano la facile assunzione di un volume adeguato con la minima interruzione dell’attività; 5. l’aggiunta di giuste quantità di carboidrati e/o elettroliti alla soluzione di liquidi viene raccomandata per gli eventi sportivi di durata superiore a 1 ora, in quanto non impedisce il rifornimento di acqua al corpo e può migliorare la performance. Durante l’attività sportiva che dura meno di un’ora, non vi sono sostanzialmente differenze di rendimento fisico o psicologico tra il consumo di bevande a base di carboidrati-elettroliti e acqua naturale; 6. durante attività fisica intensa, che dura più di un’ora, si raccomanda di assumere carboidrati alla dose di 30-60 g. h (-1) per mantenere l’ossidazione dei carboidrati e ritardare l’affaticamento. Questa percentuale di apporto di carboidrati può essere ottenuta senza compromettere l’apporto di liquidi bevendo 600-1200 ml – hr (-1) di soluzione contenente 4%-8% di carboidrati (g. 100 ml (-1)) I carboidrati possono essere zuccheri (glucosio o saccarosio) o amido (es. maltodestrina); 7. si raccomanda di includere sodio (0.5-0.7 g 1 (-1) di acqua) nella soluzione reidratante assunta durante l’attività fisica per più di un’ora, dato che può migliorare la palatabilità, promuovere la ritenzione di liquidi ed eventualmente prevenire l’iponatremia in alcuni soggetti che bevono eccessive quantità di liquidi. L’acqua ridotta elettrolizzata combatte le specie reattive dell’ossigeno e protegge il DNA dai danni ossidativi Uso di acqua alcalina con ORP negativo per ridurre i danni dei radicali liberi. Biochem Biophys Commun. 6 Maggio 1997 Shirahata S., Kabayama S., Nakano M., Miura T., Kusumoto K, Gotch M., Hayashi H., Otsubo K., Morisawa S, Katakura Y Institute of Cellular Regulation Technology, Graduate School of Genetic Resources Technology, Kyushu University, Fukoka, Giappone Si ritiene che le specie reattive dell’ossigeno o radicali liberi causino danni ossidativi importanti alle macromolecole biologiche. Lo scavenger (spazzino) ideale per l’ossigeno attivo dovrebbe essere “l’idrogeno attivo”. L’idrogeno attivo può essere prodotto nell’acqua ridotta vicino al catodo durante il processo di elettrolisi. L’acqua ridotta ha un elevato pH, ossigeno disciolto basso (DO), idrogeno molecolare disciolto (DH) estremamente alto e valori di potenziale (RP) redox estremamente negativi. L’acqua ridotta, fortemente elettrolizzata, come l’acido ascorbico, la catechina (+)- e l’acido tannico, depura completamente l’O.-2 prodotto dal sistema di ipoxantina-xantina ossidasi (HX-XOD) nel tampone di fosfato di sodio (pH 7.0). L’attività simile alla superossido-dismutasi (SOD) dell’acqua ridotta si mantiene stabile a 4°C per oltre un mese e non si perde neanche dopo neutralizzazione, congelamento e scioglimento ripetuto, sgonfiamento con sonicazione, miscelazione energica, bollitura, filtrazione ripetuta o autolavaggio chiuso in presenza di triossido di tungsteno, che assorbe efficacemente l’idrogeno atomico attivo. L’acqua che ha emesso bolle con gas di idrogeno presenta un basso DO, un DH molto alto e valori RP molto bassi, come l’acqua ridotta, ma non manifesta attività simile a SOD. Questi risultati indicano che l’attività simile a SOD dell’acqua ridotta non è dovuta all’idrogeno molecolare disciolto ma all’idrogeno atomico disciolto (idrogeno attivo). Qualora la SOD accumuli H2O2, se aggiunta al sistema XD-XOD, l’acqua ridotta diminuisce la quantità di H2O2 prodotta dalla XOD. L’acqua ridotta, come anche la catalasi e l’acido ascorbico, potrebbe direttamente eliminare l’H2O2. L’acqua ridotta sopprime la rottura singola del DNA delle specie reattive dell’ossigeno prodotte dall’ossidazione catalizzata dell’acido ascorbico in misura dose-dipendente, indicando così che l’acqua ridotta non solo può eliminare O2- e H2O2, ma anche 1O2 e .OH. Meccanismo del miglioramento degli effetti anti ossidanti, indotti da acqua ridotta elettrolitica, contro i radicali liberi. Effetto dell’acqua alcalina sui radicali liberi. Hanaoka k, Lawrence P, Kamitani Y, Fernandes G In uno studio precedente abbiamo dimostrato come l’acqua ridotta, prodotta mediante elettrolisi, sia in grado di amplificare gli effetti antiossidanti di un donatore di protoni come l’acido ascorbico (AsA). E’ stato inoltre dimostrato che l’acqua ridotta, prodotta mediante elettrolisi (soluzione 2mM NaCl) non possiede essa stessa effetti antiossidanti. Si può quindi ipotizzare che il miglioramento degli effetti antiossidanti potrebbe essere dovuto all’aumento del prodotto ionico dell’acqua (pKw). Il valore pKw è stato calcolato mediante misurazioni di pH e titolazioni verso la neutralità. Come indicatori del danno ossidativo sono state valutate le rotture del DNA mediate da Specie Reattive dell’Ossigeno (ROS). Abbiamo dimostrato che l’acqua ridotta è in grado di diminuire le rotture del DNA singola elica indotte dai ROS. La causa principale di questo effetto sembra essere dovuta all’aumento del valore di pKw nell’acqua ridotta. Trattamento di semi e germogli alfa-alfa inoculati con Escherichia coli (O157:H7) con acqua ossidante elettrolizzata. Acqua acida e igiene degli alimenti Int. J Food Microbio. Dipartimento di Ingegneria Agraria e Biologica, Pennsylvania State University, University Park PA, USA L’acqua ossidante elettrolizzata è un concetto relativamente nuovo utilizzato in agricoltura, nell’allevamento del bestiame, nella sterilizzazione medica e nell’igiene degli alimenti. L’acqua ossidante elettrolizzata (EO) generata facendo passare soluzione di cloruro di sodio attraverso un generatore di acqua EO, è stata usata per trattare semi e germogli alfalfa inoculati con un cocktail di 5 varietà di Escherichia coli O157:H7 resistenti all’acido nalidixico. L’acqua EO aveva un pH di 2.6, un potenziale di ossido-riduzione di 1150 mV e circa 50 ppm di cloro libero. La riduzione percentuale della carica batterica è stata determinata a 2, 4, 8, 16, 32 e 64 min. L’agitazione meccanica è stata effettuata per aumentare l’efficacia del trattamento. I risultati hanno evidenziato riduzioni tra il 38.2% e il 97.1% (0.22-1.56 log(10) CFU/g) nella carica batterica dei semi trattati. Le riduzioni per i germogli oscillavano tra il 91.1% e il 99.8% (1.05-2.72 log(10) CFU/g). Un aumento del tempo di trattamento ha aumentato la riduzione percentuale di E. coli O157:H7. Tuttavia, la germinazione dei semi trattati si è ridotta da 92% a 49. L’acqua EO non ha causato danni visibili ai germogli. Inattivazione di Escherichia coli (O157:H7) e Listeria monocytogenes su taglieri di plastica da cucina con acqua ossidante elettrolizzata. Uso di acqua acida per pulire taglieri di plastica Venkitanaran KS, Ezeike Go, Hung YC, Doyle MP Dipartimento di Scienze Animali, Università del Connecticut, Storrs, USA Un millilitro di coltura contenente una miscela di cinque varietà di Escherichia coli O157:H7 (circa 1010 CFU) è stato inoculato su un’area di 100 cm2 su taglieri da cucina. Dopo l’inoculazione, i taglieri sono stati asciugati con aria sotto un flusso laminare per 1 h, immersi in 2 litri di acqua ossidante elettrolizzata o acqua sterile deionizzata a 23°C o 35°C per 10 o 20 min; 45°C per 5 o 10 min; o 55°C per 5 min. Dopo ogni combinazione di temperatura-tempo, è stata rilevata la popolazione sopravvissuta del patogeno sui taglieri e nell’acqua. L’immersione dei taglieri inoculati in acqua ossidante elettrolizzata ha ridotto le popolazioni di Escherichia coli O157:H7 di 5.0 log CFU/100 cm2 sui taglieri. Tuttavia, l’immersione dei taglieri in acqua deionizzata ha ridotto il numero del patogeno solo di 1.0 – 1.5 log CFU/100 cm2. Il trattamento dei taglieri inoculati con Listeria monocytogenes in acqua ossidante elettrolizzata ha sostanzialmente ridotto le popolazione di L. monocytogenes rispetto al conteggio rilevato dai taglieri immersi in acqua deionizzata. La presenza di Escherichia coli O157:H7 e L. monocytogenes non è stata rilevata nell’acqua ossidante elettrolizzata dopo il trattamento di immersione, mentre i patogeni sono sopravvissuti nell’acqua deionizzata usata per immergere i taglieri. Questo studio dimostra che l’immersione di taglieri da cucina in acqua ossidante elettrolizzata potrebbe essere usata come metodo efficace per inattivare i patogeni di origine alimentare su taglieri lisci, di plastica. Effetti dell’acqua elettrolizzata nella cura delle ferite Acqua acida per le ustioni Yahagi N, Kono M, Kitahara M, Ohmura A, Sumita O, Hashimoto T, Hori K, Ning-Juan C., Woodson P, Kubota S, Murakani A, Takamoto S. Dipartimento di Anestesiologia, Teikyo University Mizonokuchi Hospital, Tokyo, Giappone L’acqua elettrolizzata ha accelerato la guarigione di lesioni cutanee nei ratti, ma solo l’acqua della camera anodica (pH acido o neutralizzato) è risultata efficace. L’acido ipocloroso (HOCl), prodotto anch’esso con elettrolisi, è risultato inefficace, indicando che questi tipi di acqua elettrolizzata migliorano la guarigione delle ferite con un meccanismo non correlato alla nota azione antibatterica dell’HOCl. Una possibile spiegazione è che le specie reattive dell’ossigeno presenti con risonanza di spin elettronico nell’acqua della camera anodica, possono attivare una prima guarigione della ferita attraverso la migrazione e la proliferazione dei fibroblasti. Effetti battericidi dell’acqua ossidante elettrolizzata su ceppi di batteri presenti nelle infezioni ospedaliere Vorobjeva NV., Vorobjeva LI., Khodjaev EY. Artif Organs. 2004 Jun;28(6):590-2. Dipartimento di Fisiologia dei Microorganismi, Facoltà di Biologia, Moscow State University, Lenin Hills 1/12, Mosca 119992, Russia. Lo studio è stato progettato per esaminare l’azione battericida dell’acqua ossidante elettrolizzata (EOW) sulle infezioni ospedaliere. Dieci dei patogeni opportunisti più comuni sono stati usati per questo studio. Le colture sono state inoculate in 4.5 mL di acqua elettrolizzata ossidante (EO) o in 4.5 mL di acqua sterile deionizzata (controllo) e incubate per 0, 0.5, e 5 min a temperatura ambiente. Al tempo di esposizione di 30 s l’acqua EOW inattiva completamente tutti i ceppi di batteri, ad eccezione delle cellule vegetative e delle spore di bacilli che hanno impiegato 5 min prima di essere inattivate. I risultati indicano che l’acqua elettrolizzata ossidante può essere un utile agente disinfettante per le infezioni ospedaliere, ma la sua applicazione clinica deve ancora essere approfondita. PMID: 15153153 [PubMed - in process] Effetto dell’acqua ossidante elettrolizzata e dei bendaggi occlusivi a base di idrocolloidi sulle ustioni nei topi Chin J Traumatol. 2003 Aug 1;6(4):234-7. Xin H., Zheng YJ., Hajime N., Han ZG. Dipartimento di Chirurgia Toracica, China-Japan Union Hospital, Jilin University, Jilin 130031, Cina. OBIETTIVO: studiare l’efficacia dell’acqua elettrolizzata ossidante (EOW) e dei bendaggi occlusivi a base di idrocolloidi sull’accelerazione del processo di riepitelizzazione delle ustioni nei topi. METODI: ogni topo Sprague-Dawley anestetizzato (n=28) è stato sottoposto a un’ ustione di terzo grado che copriva circa il 10% della superficie totale del corpo. I topi sono stati suddivisi in 4 gruppi: gruppo I (nessuna irrigazione), gruppo II (irrigazione con soluzione salina fisiologica), gruppo III (irrigazione con EOW) e gruppo IV (bendaggio occlusivo a base di idrocolloide in seguito a irrigazione con EOW). Le ustioni sono state esaminate microscopicamente. RISULTATI: la guarigione delle ustioni è stata più rapida nel gruppo IV trattato con bendaggio occlusivo di idrocolloide con EOW. Anche se ogni gruppo ha presentato un’estesa rigenerazione dell’ epidermide, la proliferazione di linfociti e macrofagi, associata a denso deposito di collagene, è stata maggiore nei gruppi II, III e IV rispetto al gruppo I. Questi risultati sono stati particolarmente evidenti nei gruppi III e IV.CONCLUSIONI: la guarigione delle ustioni può essere accelerata applicando un bendaggio occlusivo di idrocolloide sulle superfici colpite dopo averle deterse con EOW. PMID: 12857518 [PubMed - indexed for MEDLINE] Uso di acqua ionizzata nell’ipocloridria o acloridia Prof. Kuninaka Hironage, Direttore del Kuninaka Hospital (Giappone) "Troppi grassi nell’alimentazione, portano al deposito di colesterolo nei vasi sanguigni, limitando il flusso del sangue, causano la maggior parte delle malattie come l’ipertensione arteriosa. Secondo la teoria del Professor Gato della Kyushu University, la Vitamina K (la vitamina K precursore del calcio del sangue ), oppure il maggior consumo di acqua antiossidante, migliorano sensibilmente l’effetto dell’aumento di calcio in caso di ipertensione arteriosa. Con il consumo di acqua alcalina antiossidante per un periodo di 2-3 mesi, si è osservato un abbassamento graduale della pressione arteriosa dovuto alla capacità solvente dell’acqua la quale scioglie il colesterolo nei vasi sanguigni.” Uso di acqua ionizzata in ginecologia Prof. Watanabe Ifao, Watanabe Hospital (Giappone) "L’acqua ionizzata alcalina antiossidante migliora le funzioni del corpo e assicura una guarigione efficace da molte malattie. Gli utilizzi dell’acqua antiossidante in pazienti con problemi ginecologici si sono dimostrati molto efficaci. Il motivo principale è che quest’acqua riesce a neutralizzare le tossine. Quando si somministra acqua antiossidante, in casi di tossiemia preeclamptica, i risultati sono notevoli. Durante i lunghi anni di assistenza in casi di tossiemia preeclamptica, ho riscontrato che le pazienti che assumevano acqua antiossidante tendevano a partorire bambini più sani, con muscoli più forti. Il rapporto di un’indagine effettuata su bambini di questo gruppo ha riscontrato un livello di intelligenza sopra la media.” Neutralizzazione delle tossine Prof. Kuwata Keijiroo, Giappone "Secondo la mia opinione, il miracolo dell’acqua antiossidante consiste nella sua capacità di neutralizzare le tossine, pur non essendo un farmaco. La differenza è che il medicinale può essere applicato per un singolo caso, mentre l’acqua antiossidante può essere consumata a livello generale e il suo potere neutralizzante è qualcosa di molto inaspettato. Ora, in breve, vorrei parlarvi di un caso di patologia cardiaca e di come è stato curato. Il paziente, 35 anni, era affetto da patologia cardio-vascolare. In 5 anni la sua patologia era progressivamente peggiorata e si trovava in cura al Setagays Government Hospital. Durante quei 5 anni era entrato e uscito dall’ospedale 5/6 volte. Era stato sottoposto ad esami quali angiogramma con iniezione di VINYL al cuore attraverso la vena. Ha consultato e ricevuto cure da molti bravi medici e successivamente ha subito un importante intervento chirurgico. Dopo essere stato dimesso dall’ospedale ha smesso di lavorare per la convalescenza. Tuttavia, ogni volta che si ripresentava una recidiva, l’attacco sembrava essere ancora più grave. L’anno scorso, ad agosto, i suoi parenti erano disperati e non si aspettavano che vivesse ancora a lungo. In quel periodo, un parente venne a conoscenza di un processore per acqua antiossidante e lo consiglio al paziente. Egli ha reagito bene all’assunzione dell’acqua antiossidante ed è ora in via di guarigione.” Negli Stati Uniti, le patologie cardiovascolari sono la causa di oltre la metà dei 2 milioni circa di decessi che avvengono ogni anno. Si stima che il trattamento ottimale dell’acqua potabile potrebbe ridurre questo tasso di mortalità per malattie cardiovascolari fino al 15% negli Stati Uniti Da: Rapporto del Safe Drinking Water Committee dell’Accademia Nazionale di Scienze, 1977 Eczema Prof. Tamura Tatsuji, Centro di Riabilitazione Keifuku (Giappone) Il termine eczema viene usato per descrivere diverse forme di stati cutanei che hanno una serie di caratteristiche comuni. La causa o le cause precise dell’eczema non sono ancora pienamente comprensibili. In molti casi l’eczema può essere attribuito ad agenti irritanti esterni. Vorrei presentare il caso di un mio paziente che è guarito dalla patologia cutanea dopo aver consumato acqua antiossidante. Questo paziente soffriva, da 10 anni, di eczema e non riusciva a trovare una cura efficace, nemmeno con terapie specialistiche. Il soggetto, che ha 70 anni, è il presidente di un’azienda che si occupa di componenti automobilistici. Dopo la guerra, gli arti inferiori erano stati colpiti da eczema acuto che in seguito divenne cronico. E’ stato ripetutamente trattato in una clinica specializzata per patologie cutanee. L’arto sinistro reagiva bene al trattamento, ma quello destro no. Il paziente soffriva di forte prurito che portava a sanguinamento. Durante gli ultimi 10 anni è stato visitato e curato da molti medici. Quando l’ho esaminato la prima volta, la gamba era ricoperta di vescicole intorno alle articolazioni che provocavano essudazione di siero. Gli ho consigliato di provare ad assumere l’acqua antiossidante. Il paziente ha acquistato un apparecchio e ha costantemente bevuto l’acqua usando quella acida per detergere le zone colpite. Dopo due settimane di trattamento le vescicole si sono asciugate. L’eczema è completamente scomparso, senza alcuna recidiva, dopo un mese e mezzo.” Allergie Prof. Kuninaka Hironaga, Direttore del Kuninaka Hospital (Giappone) Mr. Yamada, capo dell’Istituto di Ricerca della Polizia, soffriva di allergia. E’ stato ripetutamente trattato da dermatologi, ma senza successo. Quindi ha cominciato a bere acqua antiossidante. L’allergia ha risposto molto bene ed è guarita completamente in breve tempo. Non vi sono state recidive, anche se ha assunto qualsiasi tipo di alimento. Il soggetto era estremamente grato e soddisfatto di questo trattamento. Per quanto mi riguarda, anch’io ho sofferto di grave allergia. Da quando ho cominciato a bere acqua antiossidante, l’allergia è guarita. Da allora ho cominciato le mie ricerche riguardo l’efficacia dell’acqua antiossidante. Ho scoperto che la maggior parte delle allergie è dovuta all’acidificazione dello stato corporeo ed è correlata al consumo eccessivo di carne e zucchero. Nei casi di allergia, i minerali antiossidanti del paziente sono estremamente bassi e questo, a sua volta, diminuisce notevolmente la resistenza del corpo. Il corpo diventa ipersensibile e sviluppa facilmente allergie. Per stabilizzare la sensibilità viene iniettata, in vena, una soluzione di calcio. E’ quindi evidente che l’acqua antiossidante, contenente calcio ionico, può aiutare ad alleviare l’allergia. Il calcio ionico non solo migliora l’apparato cardiovascolare, la detossificazione e la neutralizzazione delle tossine, ma controlla anche l’acidità. Migliora, inoltre, il sistema digerente e la funzione epatica. Ciò favorisce la guarigione e aumenta così la resistenza alle allergie. Alcuni casi di particolari patologie che non rispondono ai farmaci, reagiscono bene all’acqua antiossidante. Problemi di digestione Prof. Kogure Keizou, Kogure Clinic del Juntendo Hospital (Giappone) Lo stomaco viene facilmente colpito da specifiche patologie e da altri disturbi generali. Inoltre, qualsiasi tensione nervosa o ansia causano spesso disturbi gastrici e altri sintomi quando l’organo è sottoposto a stress. Il ruolo importante dell’acqua antiossidante, per lo stomaco, è quello di neutralizzare la secrezione e di rafforzare le sue funzioni. Di solito, dopo aver consumato acqua antiossidante per 1 – 3 minuti, il succo gastrico aumenta di 1,5 volte. Per coloro che soffrono di ipocloridria o acloridria (pochi succhi gastrici), la presenza di acqua antiossidante stimola le cellule dello stomaco a secernere più succhi gastrici. Questo, a sua volta, migliora la digestione e l’assorbimento di minerali. D’altro lato, tuttavia, per chi soffre di ipercloridria (elevata quantità di succhi gastrici), l’acqua antiossidante neutralizza i succhi gastrici in eccesso, quindi non crea reazioni avverse. Secondo il docente universitario della Maeba University, il pH della secrezione gastrica rimane ancora normale quando si consuma acqua ossidante. Questo dimostra la capacità dell’acqua di mantenere in perfetto equilibrio la secrezione. Diabete Prof. Kuwata Keijiroo, Giappone Quando lavoravo presso l’Associazione Assicurazione Incendi, ho esaminato molti pazienti diabetici. Oltre a curarli con farmaci, ho prescritto acqua antiossidante. Dopo aver bevuto quest’acqua per un mese, sono stati scelti 15 pazienti e mandati alla Tokyo University per ulteriori esami e osservazioni. Inizialmente, i pazienti più gravi erano un po’ ansiosi riguardo al trattamento. Dopo aver consumato acqua antiossidante per un certo periodo, il glucosio ematico e dell’urina oscillava da 300 mg/l a 2 mg/dc. C’è stato un momento in cui un paziente è stato sottoposto a 5-6 esami ematici al giorno e i risultati hanno confermato un range normale. I risultati hanno anche mostrato che persino 1 ora e mezzo dopo i pasti, il livello di glucosio ematico e di urina era 100 mg/dc: 0 mg/dc . Il glucosio nell’urina era completamente scomparso." NOTA: Gli Americani soffrono di diabete come mai era successo in precedenza, con circa 800.000 casi ogni anno. La patologia ha continuato ad aumentare negli Stati Uniti dal 1980 e nel 1998 il diabete è stato diagnosticato a 16 milioni di americani (10.3 milioni con diagnosi; 5.4 milioni non diagnosticati). Il diabete è la settima causa principale di morte negli Stati Uniti e più di 193.000 persone sono decedute per questa patologia e per le sue complicazioni, nel 1996. L’incremento di diabetici più alto ( + 76 %) si è verificato nei soggetti in età oltre i 30 anni. Da: U. S. Department of Health and Human Services, Ottobre 13, 2000 Fact Sheet. Uso di acqua ionizzata per il trattamento dell’acidosi Prof. Hatori Tasutaroo, Direttore del Centro ematologico Akajiuiji, Yokohama Hospital, Faitama District (Giappone) "A causa di uno stile di vita diverso, le nostre abitudini alimentari sono cambiate. Consumiamo troppe proteine, grassi e zuccheri. I grassi e i carboidrati in eccesso rimangono nel corpo sotto forma di grassi. A causa di questo apporto eccessivo di grassi, l’obesità è un problema molto rilevante. Normalmente, un uomo su cinque e una donna su quattro sono obesi. Il grado di riequilibrio dell’apporto alimentare dipende ,in gran parte, dalla quantità di apporto di vitamine e minerali. Quando vi è un consumo eccessivo di proteine, carboidrati e grassi, il bisogno di vitamine e minerali aumenta. Tuttavia, non vengono effettuate molte ricerche riguardo l’importanza delle vitamine e dei minerali. Al giorno d’oggi molte persone soffrono di acidificazione che porta a diabete, malattie cardiologiche, cancro, patologie epatiche e renali. Se l’apporto del cibo viene completamente riequilibrato, allora non vi è deposito di grassi. Ovviamente non vi saranno problemi di acidificazione e di conseguenza sintomi di obesità. L’acqua antiossidante contiene una gran quantità di calcio ionico, che aiuta questo processo di riequilibrio. Bevendo acqua antiossidante, si ottengono minerali sufficienti per il nostro corpo. Quindi non è necessario porre particolare attenzione alla dieta per rimanere magri. L’acqua antiossidante è quindi una salvezza per chi soffre di obesità e di molte altre patologie, fornendo un utile aiuto per favorire la buona salute. Sangue, Sudore e Sistemi Tampone: regolazione del pH durante l’esercizio fisico Esperimento sull’equilibrio acido-base Autori: Rachel Casiday e Regina Frey Dipartimento di Chimica, Washington University, St. Louis, MO 63130 In che modo l’attività fisica influisce sul corpo? Al giorno d’oggi sono molti coloro che svolgono esercizio fisico per migliorare le proprie prestazioni e il proprio stato di salute. Esiste però la preoccupazione che troppa attività fisica, o un tipo di esercizio non adeguato possa in realtà fare più male che bene. L’attività fisica ha molti effetti, sia a breve termine (acuti) che a lungo termine, e il corpo deve saperli gestire per trarne vantaggio. Alcuni dei principali effetti acuti sono illustrati nella Figura1. Quando svolgiamo dell’attività fisica, il battito cardiaco, la pressione sistolica e l’output cardiaco (quantità di sangue pompato per battito) aumentano. Il flusso di sangue verso il cuore, i muscoli e la pelle si intensifica. Il metabolismo diventa più attivo, producendo CO2 e H+ nei muscoli. Respiriamo più velocemente e profondamente per fornire l’ossigeno richiesto da questo metabolismo più veloce. Alla fine, con l’intensa attività fisica, il metabolismo del nostro corpo esaurisce la scorta di ossigeno e inizia a usare dei processi biochimici alternativi che non richiedono ossigeno. Questi processi producono acido lattico che entra nel flusso sanguigno. Man mano che ci si abitua all’esercizio fisico prolungato, l’output cardiaco e la capacità polmonare aumentano, anche quando siamo a riposo, in modo da consentire di poterci esercitare per più tempo e più intensamente. Con il tempo, la massa muscolare del corpo si sviluppa e il grasso viene bruciato perché il metabolismo più veloce necessita di più energia. Figura 1 In questa figura sono evidenziati alcuni degli effetti acuti (a breve termine), sul corpo, durante l’attività fisica. Cambiamenti chimici ematici durante l’attività fisica Nei precedenti articoli (Emoglobina e Gruppo ematico: complessi metallici nel sangue per il trasporto dell’ossigeno, Uso e conservazione del ferro nel corpo: ferritina e rappresentazioni molecolari, Mantenere la chimica del corpo: dialisi nei reni) abbiamo parlato delle richieste del sangue per svolgere le normali attività quotidiane come mangiare, dormire e studiare. Rivolgiamo ora la nostra attenzione ai processi chimici e fisiologici che spiegano come il corpo affronta lo stress dell’attività fisica. Come vedremo, molti degli stessi processi che lavorano per mantenere la chimica del corpo, in condizioni normali, sono coinvolti anche nel mantenimento della chimica del sangue durante l’attività fisica. Durante l’attività fisica, i muscoli usano l’ossigeno per convertire l’energia chimica del glucosio in energia meccanica. L’ossigeno (O2 ) arriva dall’emoglobina del sangue. CO2 e H+ sono prodotti durante la scomposizione del glucosio e vengono prelevati dai muscoli attraverso il sangue. La produzione e la sottrazione di CO2 e H+, insieme all’uso e al trasporto di O2, provocano dei cambiamenti chimici nel sangue. Queste variazioni, se non sono compensate da altre funzioni fisiologiche, fanno scendere il pH ematico. Se il pH del corpo si abbassa troppo (sotto 7,4), si forma acidosi. Questa condizione può diventare grave in quanto molte delle reazioni chimiche che avvengono nel corpo, specialmente quelle che coinvolgono le proteine, dipendono dal pH. Idealmente il pH del corpo dovrebbe mantenersi a 7,4. Se scende sotto 6,8 o sale oltre 7,8, l’esito può essere letale. Fortunatamente abbiamo dei sistemi tampone nel sangue che ci proteggono da variazioni troppo marcate del pH. Come vengono scambiate le sostanze chimiche nel corpo Tutte le cellule, nel corpo, scambiano continuamente sostanze chimiche (ad es. nutrienti, scorie e ioni) con il liquido esterno che le circonda (Figura 2). Questo liquido esterno, a sua volta, scambia le sostanze chimiche con il sangue che viene pompato in tutto il corpo. Uno dei metodi principali di scambio tra questi liquidi (liquido cellulare, liquido esterno e sangue) è la diffusione attraverso i canali delle membrane, dovuta a un gradiente di concentrazione associato al contenuto dei liquidi. Quindi, la composizione chimica del sangue (e del liquido esterno) è estremamente importante per la cellula. Se, ad esempio, il pH del sangue e del liquido esterno è troppo basso (troppi ioni H+), allora un eccesso di ioni H+ entrerà nella cellula. Come già affermato, mantenere il giusto pH è fondamentale per le reazioni chimiche del corpo. Per mantenere la corretta composizione chimica all’interno delle cellule, la composizione chimica dei liquidi all’esterno delle cellule deve essere tenuta relativamente costante. In biologia, questa costanza viene chiamata omeostasi. Figura 2 Rappresentazione grafica che illustra il flusso attraverso le membrane cellulari, il liquido extracellulare e il sangue nei capillari. Il corpo dispone di una vasta gamma di meccanismi per mantenere l’omeostasi nel sangue e nel liquido extracellulare. Il modo principale per mantenere il pH relativamente costante è attraverso le soluzioni tampone disciolte nel sangue. Diversi organi aiutano a migliorare la funzione omeostatica dei sistemi tampone. I reni contribuiscono ad eliminare le sostanze chimiche in eccesso dal sangue. Questi infatti eliminano (dal corpo) gli ioni H+ e altri componenti dei sistemi tampone pH che si formano in eccedenza. L’acidosi, che viene a formarsi se i reni non riescono a svolgere questa funzione escretoria, è conosciuta come acidosi metabolica. Tuttavia, l’escrezione, da parte dei reni, è un processo relativamente lento e potrebbe impiegare troppo tempo per prevenire l’acidosi acuta dovuta ad un improvviso calo del pH (ad es. durante l’attività fisica). I polmoni forniscono un modo più rapido per aiutare a controllare il pH del sangue. L’aumento della respirazione, come risposta all’esercizio fisico, aiuta a contrastare gli effetti che abbassano il pH, eliminando la CO2, una componente importante per determinare il pH ematico. L’acidosi che viene a formarsi, se i polmoni non riescono a eliminare la CO2 alla stessa velocità con cui viene prodotta, si chiama acidosi respiratoria. Domande sui cambiamenti che avvengono a livello chimico nel sangue durante l’attività fisica e come vengono scambiate nel corpo le sostanze chimiche . Perché l’attività fisica genera H+ (ioni idrogeno)? - In che modo gli H+, generati nelle cellule dei muscoli, influenzano il pH del sangue in tutto il corpo (ovvero: in che modo la concentrazione di H+ nelle cellule dei muscoli influenza la concentrazione di H+ nel sangue)? Come funzionano i sistemi tampone a livello quantitativo I reni e i polmoni lavorano insieme per aiutare a mantenere il pH del sangue a 7,4, agendo sui componenti dei sistemi tampone nel sangue. Per capire come questi organi riescano a controllare il pH del sangue, dobbiamo prima considerare come funzionano le soluzioni tampone. I sistemi tampone acido-base conferiscono resistenza al cambiamento del pH di una soluzione quando gli ioni idrogeno (protoni) o di idrossido (OH+) vengono aggiunti o tolti. Un sistema tampone acido-base consiste solitamente in un acido debole e nella sua base coniugata (sale) (vedi equazioni 1-4 nel riquadro blu, sotto). I sistemi tampone funzionano perché le concentrazioni dell’acido debole e del suo sale sono alte rispetto alla quantità di protoni o ioni di idrossido aggiunti o rimossi. Quando i protoni si aggiungono alla soluzione da una fonte esterna, una parte della componente base del tampone viene convertita in componente acida debole (usando quindi la maggior parte dei protoni aggiunti); quando gli ioni idrossido si aggiungono alla soluzione (o, in modo equivalente, i protoni vengono tolti dalla soluzione; vedi equazioni 8-9 nel riquadro blu), i protoni si dissociano da alcune delle molecole di acido debole del sistema tampone, convertendole in basi del tampone (e così facendo sostituiscono la maggior parte dei protoni eliminati). Tuttavia, il cambiamento delle concentrazioni di acido-base è piccolo rispetto alle quantità di queste specie presenti nella soluzione. Quindi, il rapporto tra acido e base varia molto poco. L’effetto della soluzione sul pH è quindi lieve, con alcune limitazioni sulla quantità di H+ o OH+ aggiunti o rimossi. Il sistema tampone acido carbonico/bicarbonato nel sangue Questo è il sistema tampone più importante per mantenere il bilancio acido-base nel sangue. Le reazioni di equilibrio sono: (1) Dato che stiamo parlando del cambiamento del pH del sangue, definiamo un’espressione per la concentrazione di H+ in termini di una costante di equilibrio (vedi riquadro blu, sotto) e per le concentrazioni delle altre specie nella reazione (HCO3-, H2CO3, and CO2). Riassunto del concetto fondamentale acido-base Un acido è una specie chimica in grado di donare un protone (H+); una base è una specie in grado di accettare (guadagnare) un protone, secondo la definizione di Brønstead-Lowry. Una definizione alternativa per le soluzioni acquose è la definizione di Arrhenius, che definisce un acido come un produttore di protoni e la base come un produttore di idrossido (OH-). Quindi, la base coniugata di un acido è la specie formata dopo che l’acido perde un protone; la base può quindi ottenere un altro protone da restituire all’acido. In soluzione, queste due specie (l’acido e la sua base coniugata) si trovano in equilibrio. Ricordiamo la definizione di pH: (2) pH = - log[H+] dove [H+] è la concentrazione molare di protoni in soluzione acquosa. Quando un acido viene immesso in acqua, si generano protoni liberi secondo la reazione generale indicata nell’equazione 3. NOTA: HA e A- sono simboli generici di un acido e della sua forma deprotonata, la base coniugata. (3) L’equazione 3 è utile perché mostra chiaramente che HA è un acido Brønstead-Lowry (cede un protone per diventare A-) e l’acqua agisce da base (accettando il protone rilasciato da HA). Tuttavia, la dicitura H3O+ può essere fuorviante perché il protone viene in realtà legato da molte altre molecole d’acqua. L’equilibrio viene perciò spesso definito come nell’ equazione 4, dove H2O è la base: (4) Legge dell’Azione di Massa e costanti di equilibrio Utilizzando la Legge dell’Azione di Massa, secondo la quale per un’equazione chimica bilanciata del tipo (5) dove A, B, C, e D sono specie chimiche e a, b, c, e d sono i loro coefficienti stechiometrici, una quantità costante conosciuta come costante di equilibrio (K), può essere calcolata dall’espressione: (6) dove le parentesi indicano le concentrazioni delle specie A, B, C e D in equilibrio. Costante di equilibrio in una reazione Acido-Base Usando la Legge dell’Azione di Massa, possiamo anche definire una costante di equilibrio come reazione di dissociazione dell’acido nell’equazione 4. Questa costante di equilibrio, conosciuta come Ka, viene definita dall’equazione 7: (7) Costante di equilibrio per la dissociazione dell’acqua Una delle più semplici applicazioni della Legge dell’Azione di Massa è la dissociazione dell’acqua in H+ e OH- (equazione 8). (8) La costante di equilibrio per questa reazione di dissociazione, conosciuta come Kw, è data da (9) Possiamo quindi vedere che, aumentando la concentrazione di OH- di una soluzione acquosa, la concentrazione di H+ diminuisce, perché il prodotto di queste due concentrazioni deve rimanere costante a una determinata temperatura. Nell’acqua, quindi, l’equilibrio dell’equazione 8 è alla base dell’equivalenza della definizione Brønstead-Lowry di una base (accettore di H+) e della definizione Arrhenius di una base (produttore di OH-). Per illustrare più chiaramente le reazioni di equilibrio nel tampone acido carbonico/ bicarbonato, l’equazione 1 viene riscritta per evidenziare il coinvolgimento diretto dell’acqua: (10) L’equilibrio sulla sinistra è una reazione acido-base scritta nel formato inverso dell’equazione 3. L’acido carbonico (H2CO3) è l’acido e l’acqua è la base. La base coniugata per H2CO3 è HCO3- (ione bicarbonato). (Nota: per vedere la struttura tridimensionale di HCO3-consultare la ,Table of Common Ions, nel Periodic Properties tutorial da Chem 151.) L’acido carbonico si dissocia rapidamente per produrre acqua e anidride carbonica, come mostrato nell’equilibrio sulla destra dell’equazione 10. Questo secondo processo non è una reazione acido-base, ma è importante per la capacità tampone del sangue, come si vede dall’equazione 11: (11) La derivazione per questa equazione è indicata nel riquadro giallo, sotto riportato. Notare che l’equazione 11 è espressa in forma simile all’equazione Henderson-Hasselbach presentata nell’introduzione all’esperimento (equazione 16 nel manuale di laboratorio). L’equazione 11 non rispetta la rigida definizione di un’equazione Henderson-Hasselbach, perchè prende in considerazione una reazione non-acido-base (la dissociazione di acido carbonico in anidride carbonica e acqua), e il rapporto tra parentesi non è il rapporto di concentrazione dell’acido con la base coniugata. Tuttavia la relazione espressa nell’equazione 11 viene spesso indicata come equazione Henderson-Hasselbach per il sistema tampone nelle applicazioni fisiologiche. Nell’equazione 1, pK è uguale al log negativo della costante di equilibrio, K, per il sistema tampone (equazione 12). (12) pK = - logK dove K=Ka/K2 (dall'Equazione 10) Questa quantità fornisce un’indicazione del grado in cui HCO3- reagisce con H+ (o con H3O+ come scritto nell’equazione 10) per formare H2 CO3, e successivamente per formare CO2 e H2 O. Nel caso del tampone acido carbonico/bicarbonato, pK=6.1 alla normale temperatura corporea. Derivazione dell’equazione pH per il sistema tampone acido carbonico/bicarbonato Possiamo iniziare definendo la costante di equilibrio, K1, per la reazione di sinistra dell’equazione 10, usando la Legge dell’Azione di Massa: (13) Ka (vedi equazione 9, sopra) è la costante di equilibrio della reazione acido-base che è il contrario della reazione di sinistra nell’equazione 10. Ne segue che la formula per Ka è (14) La costante di equilibrio K2, per la reazione di destra in equazione 10 viene anche definita dalla Legge dell’Azione di Massa: (15) Dato che le due reazioni di equilibrio in equazione 10 avvengono simultaneamente, le Equazioni 14 e 15 possono essere considerate come due equazioni simultanee. Risolvendo la concentrazione di equilibrio dell’acido carbonico ne risulta: (16) Riordinando l’equazione 16 possiamo risolvere la concentrazione di equilibrio dei protoni in termini di due costanti di equilibrio e le concentrazioni delle altre specie: (17) Dato che ci stiamo occupando del pH del sangue, prendiamo il log negativo di entrambi i lati dell’equazione 17: (18) Riprendendo le definizioni di pH e di pK (Equazioni 2 e 12, sopra), l’equazione 18 può essere riscritta usando una numerazione più convenzionale, per dare il rapporto indicato nell’equazione 11, che viene riprodotto di seguito: (19) Come mostrato nell’equazione 11, il pH della soluzione tamponata (cioè il sangue) dipende solo dal rapporto tra la quantità di CO2 presente nel sangue e la quantità di HCO3- (ione bicarbonato) presente nel sangue (ad una data temperatura, così che pK rimane costante). Questo rapporto rimane relativamente costante perché le concentrazioni di entrambi i componenti tampone (HCO3- and CO2) sono molto grandi rispetto alla quantità di H+ aggiunta al sangue durante le normali attività e l’esercizio moderato. Quando si aggiungono H+ al sangue come risultato dei processi metabolici, la quantità di HCO3- (rispetto alla quantità di CO2) diminuisce; tuttavia, la quantità della variazione è minima rispetto alla quantità di HCO3- presente nel sangue. Questo ottimale tamponamento avviene quando il pH rimane all’interno di 1 unità circa dal valore pK del sistema tampone, cioè quando il pH è compreso tra 5,1 e 7,1. Comunque, il pH normale del sangue di 7,4 rimane al di fuori della gamma tampone ottimale; quindi, l’aggiunta di protoni al sangue, dovuta all’esercizio intenso, potrebbe essere esagerata affinché il sistema tampone da solo riesca a controllare in modo efficace il pH sanguigno. Quando ciò accade, altri organi devono aiutare a controllare la quantità di CO2 e HCO3- nel sangue. I polmoni eliminano l’eccesso di CO2 dal sangue (alzando il pH con spostamenti dell’equilibrio nell’equazione 10) e i reni eliminano l’eccedenza di HCO3- dal corpo (abbassando il pH). L’eliminazione di CO2 dal sangue, da parte dei polmoni, viene in qualche modo ostacolata durante l’attività fisica, quando il battito cardiaco è molto veloce; il sangue viene pompato attraverso i capillari molto velocemente e quindi c’è poco tempo affinché l’anidride carbonica venga scambiata con l’ossigeno nei polmoni. Nella Figura 3 viene riportato il modo in cui questi tre organi aiutano a controllare il pH sanguigno attraverso il sistema tampone bicarbonato. Figura 3 In questa figura sono rappresentati gli organi principali che aiutano a controllare le concentrazioni sanguigne di CO2 e HCO3-, e che quindi contribuiscono a controllare il pH del sangue. L’eliminazione di CO2 dal sangue serve ad aumentare il pH. L’eliminazione di HCO3- dal sangue serve ad abbassare il pH. Perché la capacità tampone ottimale è a pH=pK? Perché la capacità tampone dell’acido carbonico/bicarbonato è maggiore quando il pH è vicino al valore pK, ma risulta inferiore in caso di pH normale del sangue? La risposta a questa domanda è nella forma della curva di titolazione del tampone, rappresentata nella Figura 4. Curva di titolazione del sistema tampone bicarbonato E’ possibile tracciare una curva di titolazione per questo sistema tampone, proprio come è stato fatto nella soluzione per l’esperimento di equilibrio acido-base. In questo tracciato, l’asse verticale indica il pH della soluzione tamponata (in questo caso, il sangue). L’asse orizzontale indica la composizione del tampone: sul lato sinistro del tracciato, la maggior parte del tampone è in forma di acido carbonico o anidride carbonica, mentre sulla destra del tracciato, la maggior parte del tampone è in forma di ioni di bicarbonato. Occorre notare che quando viene aggiunto acido, il pH scende e il tampone si sposta verso una più alta concentrazione di H2CO3 e CO2. Al contrario, quando si aggiunge una base, il pH aumenta e il tampone si sposta verso una più alta concentrazione di HCO3- (equazione 10). Figura 4 Curva di titolazione per il tampone acido carbonico/bicarbonato. Occorre notare che il pH del sangue (7.4) si trova al di fuori della zona di maggiore capacità tampone (verde). Nota: Il tampone percentuale in forma di HCO3- è dato dalla formula: IMG! L’inclinazione della curva è più piatta dove il pH è uguale al valore pK (6.1). Qui, la capacità tampone risulta maggiore perché uno spostamento delle relative concentrazioni di bicarbonato e anidride carbonica produce solamente una lieve variazione del pH della soluzione. Tuttavia, a valori pH oltre 7.1, la pendenza della curva è molto più marcata. In questo caso, uno spostamento delle relative concentrazioni di bicarbonato e anidride carbonica produce una grande variazione del pH della soluzione. Quindi, con pH fisiologico del sangue pari a 7.4, altri organi devono aiutare a controllare le quantità di HCO3- e CO2 nel sangue, per tenere il pH relativamente costante, come sopra descritto. Altri sistemi tampone del pH nel sangue Ci sono altri sistemi tampone che svolgono un ruolo minore rispetto a quello dell’acido carbonico/ bicarbonato nel regolare il pH sanguigno. Il tampone fosfato consiste in acido fosforico (H3PO4) in equilibrio con ione diidrogenofosfato (H2PO4-) e H+. Il pK per il tampone fosfato è 6,8, e ciò gli permette di funzionare all’interno della sua gamma ottimale a pH fisiologico. Il tampone fosfato, tuttavia, svolge un ruolo minore nel sangue perché qui H3PO4 e H2PO4- si trovano in concentrazione molto bassa. Anche l’emoglobina agisce come tampone pH nel sangue. La proteina dell’ emoglobina può inversamente legare H+ (alla proteina) o O2 (al Fe dell’emo-gruppo), ma quando una di queste sostanze viene legata, l’altra viene rilasciata (come spiegato dall’effetto Bohr). Durante l’attività fisica, l’emoglobina aiuta a controllare il pH del sangue legando alcuni dei protoni in eccesso generati nei muscoli. Allo stesso tempo viene rilasciato ossigeno molecolare per essere usato dai muscoli. Riassunto: Cosa succede al sangue durante l’attività fisica? Quando si svolge esercizio fisico, molti dei processi di cui abbiamo parlato in questo e altri articoli, lavorano insieme per contribuire ai cambiamenti di pH del sangue (Figura 5) Figura 5 Questa figura mostra le direzioni di diffusione di H+, CO2, e O2 tra il sangue e le cellule dei muscoli durante l’esercizio fisico. I cambiamenti di concentrazione che ne risultano influenzano l’equilibrio del tampone, indicato nell’angolo in alto a destra della figura (in giallo). Le seguenti fasi descrivono i processi che influenzano i sistemi tampone nel sangue durante l’esercizio fisico. - L’emoglobina porta O2 dai polmoni ai muscoli attraverso il sangue. I muscoli necessitano di maggiore 2 perché la loro attività metabolica aumenta durante l’esercizio. La quantità di ossigeno nei muscoli si esaurisce, stabilendo un gradiente di concentrazione tra le cellule muscolari e il sangue nei capillari. L’ossigeno si diffonde dal sangue ai muscoli attraverso questo gradiente di concentrazione. - I muscoli producono CO2 e H+ come risultato di un metabolismo più veloce, costituendo dei gradienti di concentrazione nella direzione opposta al gradiente di 2. - CO2 e H+ , fluiscono dai muscoli al sangue, attraverso questi gradienti di concentrazione. - L’azione tampone dell’emoglobina raccoglie H+ e CO2 in eccesso. - Se le quantità di H+ e CO2 eccedono la capacità dell’emoglobina, vanno a incidere sull’equilibrio dell’acido carbonico (equazione 10), come previsto dal Principio di Le ChaTelier o sul trattamento quantitativo in termini di costanti di equilibrio. Come risultato, il pH del sangue si abbassa, causando acidosi. - polmoni e i reni reagiscono ai cambiamenti di pH eliminando CO2, HCO3-, e H+ dal sangue. Il corpo ha quindi sviluppato dei processi chimici regolati finemente (basati sull’equilibrio tampone e acido-base) che funzionano in combinazione tra loro per gestire i cambiamenti di pH prodotti dall’esercizio fisico. Riferimenti bibliografici: Brown, Lemay, and Bursten. Chemistry: the Central Science, 7th ed. p. 631. Vander, A. et al. Human Physiology, 6th ed. WCB McGraw-Hill, Boston, 1994, p. 463-466, 492-3, 552-6. Zumdahl. Chem. Principles, 4th ed.p. 192-5, 208-214. Come cambia l’equilibrio acido/base del sangue Craig C. Freudenrich, Ph.D. Anidrasi Carbonica CO2 + H2O <---------> H2CO3 <---------> H+ + HCO3- Un corretto pH si ottiene mantenendo costante il rapporto tra ioni idrogeno e bicarbonato nel sangue. Se si aggiunge acido (ioni di idrogeno) al sangue, si riduce la concentrazione di bicarbonato e si altera il pH del sangue. Allo stesso modo, se si riducono gli ioni di idrogeno aggiungendo basi, aumenta la concentrazione di bicarbonato e il pH del sangue. Il bilancio acido/base del nostro sangue cambia come reazione a molti fattori che includono: - Dieta – un’alimentazione ricca di carne fornisce acidi al sangue quando viene digerita. Al contrario, una dieta ricca di frutta e verdura rende il sangue alcalino perché queste sono ricche di bicarbonati. - Attività fisica – utilizzando i muscoli si produce acido lattico che deve essere eliminato dal corpo o metabolizzato. - Respirazione – le altitudini elevate causano una respirazione accelerata che rende il sangue alcalino. Alcune patologie polmonari che rallentano la diffusione dell’ossigeno possono rendere il sangue acido. I reni sono in grado di correggere gli squilibri eliminando l’acido (ioni di idrogeno) o le basi in eccesso (bicarbonato) con l’urina. Le cellule renali producono una quantità costante di ioni idrogeno e di bicarbonato grazie al loro metabolismo cellulare (produzione di anidride carbonica). Attraverso la reazione dell’anidrasi carbonica, gli ioni idrogeno vengono prodotti e secreti nei lumi del nefrone. Inoltre, gli ioni di bicarbonato vengono prodotti e secreti nel sangue. Nei lumi del nefrone, il bicarbonato filtrato si combina con gli ioni idrogeno secreti per formare anidride carbonica e acqua (l’anidrasi carbonica è presente anche sulla superficie luminale delle cellule renali). Consideriamo alcune situazioni: - Dieta acida 1. Gli ioni idrogeno che introduciamo attraverso una dieta ricca di carne si combinano con il bicarbonato nel sangue e formano anidride carbonica e acqua. 2. Questa reazione riduce la concentrazione di bicarbonato e abbassa il pH nel sangue. 3. La minore concentrazione di bicarbonato nel sangue riduce la quantità di bicarbonato filtrata nel glomerulo. 4. Tutto il bicarbonato filtrato si combina con lo ione idrogeno secreto dalle cellule renali nei lumi per formare anidride carbonica e acqua. 5. Dato che il carico di bicarbonato filtrato è minore della quantità di ioni idrogeno secreti dalle cellule renali, vi è un eccesso di ioni idrogeno nell’urina. 6. Essendo la quantità di bicarbonato secreta dalle cellule renali nel sangue, uguale agli ioni idrogeno secreti nei lumi essendo maggiore rispetto al carico di bicarbonato filtrato dal sangue, il sangue guadagna bicarbonato. 7. Questo processo continua a perdere ioni idrogeno nell’urina e a guadagnare bicarbonato nel sangue fino a che le concentrazioni di ioni idrogeno (pH) e di bicarbonato nel sangue vengono ripristinate ad un livello normale. - Dieta alcalina 1. Il bicarbonato che arriva nel sangue grazie ad una dieta ricca di frutta o verdura si combina con gli ioni idrogeno per formare anidride carbonica e acqua. 2. Questa reazione riduce la concentrazione di ioni di idrogeno e aumenta il pH. 3. La maggiore concentrazione di bicarbonato aumenta la quantità di bicarbonato filtrato nel glomerulo. 4. Il bicarbonato filtrato supera la quantità di ioni di idrogeno secreti dalla cellula renale e il bicarbonato in eccesso viene catturato dall’urina. 5. La quantità di bicarbonato, secreta dalle cellule renali nel sangue, è uguale agli ioni di idrogeno secreti nei lumi e è inferiore al carico di bicarbonato filtrato dal sangue – quindi il sangue perde bicarbonato. 6. Questo processo continua a perdere bicarbonato nell’urina e a ridurre il bicarbonato nel sangue fino a che le concentrazioni di ioni di idrogeno (pH) e di bicarbonato nel sangue vengono ripristinate ad un livello normale.

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Aprile, Il mese della rinascita, della depurazione, del rifiorire della Natura con i suoi fiori ed i suoi colori.
Approfitta delle offerte di questo mese.
Dal 1 al 30 Aprile su gli integratori per la depurazione, drenaggio e linea offerte del 20%.
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Inoltre si avvicina la stagione estiva, vuoi rimetterti in forma, approfitta delle offerte su tutte le linee dello Sport dal 25%, con offerte promozionali dal 30 al 50%.
Il 4 marzo una consulente sarà presente in farmacia per farti scoprire lìeccezionalità dei sali del Mar morto, ottimi per la bellezza della pelle, ma anche per tutte le problematiche come psoriasi, dermatiti, eczemi, atopia.
Sempre il giorno 4 Aprile ci sarà una giornata promozionale di offerta sulla cosmesi del 20%.

PHARMAVEGANA

In questa Farmacia puoi trovare un consiglio competente sullo stile di vita e alimentare della cultura Vegana e Vegetariana.
Inoltre puoi trovare integratori adatti ai vegetariani e vegani.
Un aiuto ed un sostegno alle eventuali carenze o nella prevenzione delle eventuali carenze.
Inoltre ci sono tanti prodotti ed alimenti adatti non solo a Vegetariani e vegani, ma anche per una migliore integrazione e una maggiore energia e stato di salute.

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Armonizza ed aiuta la digestione, la crescita, il benessere dell'intestino e della pelle.
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Senza cereali contro le fastidiose reazioni allergiche.
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Ginepro nero con note vibranti ed aroma pungente, dalle virtù leggendarie per la pelle dell'uomo.
Osmanthus, il cui nome racchiude il profumo intenso di questo piccolo fiore, femminile ed avvolgente.
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Iris, per un dono fiorito, il cui nome è portatore di novità liete e gioiose.
Goji, la linea biologica che racchiude il fascino della tradizione.
Gelsomino Indiano, seducente, per vestire la pelle di magico fascino e splendore.
Erbolario uomo, per il viso e corpo dell'uomo, super energetico e vitale.
Assenzio per Lui, con 3 Artemisie per l'uomo raffinato ed elegante, che ama prendersi cura di se.
OLIO DI ARGAN, con tutte le virtù racchiuse in una linea speciale per proteggere, viso, corpo e capelli.
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Un test di pochi minuti, senza intervento dell'operatore, ti permette di identificare i fattori di stress per il tuo organismo, come alimenti intolleranti e organi più in difficoltà, per ritrovare il benessere Psico-Fisico, individuando i rimedi e l'alimentazione più adatta alle tue esigenze di quel momento.
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I PRODIGI DELLA TERRA

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Alimenti Low carb come Cacao, Crunch di lino, Farina di Mandorle, Farina proteica, Polpette vegetali, Delizia di canna.
Olio di Lino trefort e olio di canapa.
Ciaimali tisana bio per la digestione e l'inverno.
Snack di superfrutti e Sport Frutti con le novità di Goji e Mandorle, Cranberry e Mandorle, Mandorle.
Il KIT Condimento con la Salsa di Melagrana e l'Insalata sprint.
Una linea vegana per lo Sport a base di Cupuacu'.



MARZO 2017 E PROMOZIONI

Marzo è il mese della fine dell'Inverno e l'inizio della Primavera.
In molti Calendari attuali e passati rappresenta l'inizio del'anno, dove la Natura si risveglia e torna a fiorire.
E' buona norma pensare alla depurazione del corpo e della mente.
Tante sono le occasioni e possibilità per farlo.
Iniziare un'attività sportiva, mangiare più leggero, bere moltto ed utilizzare complementi e superfood per disintossicarsi e riprendere energia.
Dal 21 Marzo al 28 Marzo su tutti i prodotti per la depurazione e sull'Aloe, potrai usufruire dell'offerta al 20%.
Inoltre in questo periodo sono in offerta tutte le Tisane, naturali, biologiche, ayurvediche, del nostro laboratorio, delle linee presenti in farmacia al 20% di sconto.
Inoltre per questa settimana su tutta la linea sport ci sarà il 25% invece del 20% che viene normalmente effettuato in questo periodo.

FISIOLACT Mastosuttori. Per l'Allattamento

FISIOLACT sono una gamma di mastosuttori elettrici che vengono interamente prodotti in Europa con tecnologia innovativa appositamente sviluppata in base alle mamme/clienti.
20 anni di esperienza professionale nel mondo ospedaliero.
Gli unici studiati per l'igiene e la sterilizzazione del circuito interno.
Massima efficacia e sicurezza. Efficacia e robustezza. Fisiologia dell'allattamento e masimo comfort. Insonorizzazione. Facilità d'uso.
Per avviare l'allattamento o consolidarlo.

STRESS E SALUTE

L'OMS ha definito la SALUTE come uno stato di benessere emotivo e psicologico nel quale l'individuo è in grado di sfruttare le proprie capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all'interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane di vita, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell'ambiente, adattarsi alle condizioni estreme e ai conflitti interni.
L'equilibrio mentale, spirituale ed emozionale necessitano del nostro benessere.
La vita, lo stress quotidiano, le incombenze, le preoccupazioni, la vita frenetica possono alterare questo equilibrio.

Cosa provi?
Come sta il tuo corpo?
Cosa sperimenta la tua mente?
Lo STRESS è una reazione fisiologica di adattamento.
Affrontalo adottando uno stile di vita sano ed aiutando l'organismo a superarlo ed affrontarlo.
Cambiamenti di vita, Omeopatia, fitoterapia, Biochimica concorrono in modo naturale a ri-equilibrare, nutrire, regolare e migliorare quindi il tuo stile di vita.

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Crema cheratolitica, sebonormalizzante, lenitiva ed opacizzante, idratante.
Mousse detergente viso per l'igiene quotidiana. Garantisce una delicata pulizia della cute senza impoverire il manto lipidico.

DIFESA crema sterile
Per pelli sensibili e reattive, ad azione protettiva, emolliente, lenitiva e reidratante.

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Per Adulti, neonati e Bambini.
Adatto per pelli secche, screpolate, arrossate. Specifico per aree localizzate di viso, labbra, zone sensibili.



COSMESI IN FARMACIA

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Linea Viso con creme viso per tutte le esigenze e prezzi contenuti.
Una linea corpo con Bagno doccia e creme idratanti corpo e mani.
Linea capelli con Shampoo, Balsamo ed olio per capelli.

Consumo ed abuso di psicofarmaci

CONSUMO E ABUSO DI PSICOFARMACI
I dati allarmano e riflettono un atteggiamento mentale di evitamento o di spasmodica ricerca di sensazioni, di “tutto e subito” e nel contempo di paura: non voler sentire /percepire il dolore, sia fisico che emotivo. Alcuni esempi: Dal 2000 al 2008 il consumo di antidepressivi in Italia è aumentato del 310%. I sedicenni (10%) nel nostro paese fanno uso smodato e senza controllo medico di psicofarmaci, per fini non attinenti ad alcuna malattia. Fermo restando l’uso di psicofarmaci prescritti da un medico a fronte di una patologia conclamata ed altrimenti non trattabile, altro caso è non elaborare una perdita, una sconfitta, negare e negarsi una crisi esistenziale annebbiando le emozioni con l’idea di base del dolore come evento inaccettabile, da cancellare immediatamente perché non previsto, da controllare perchè non invada. I tumulti dell’anima spaventano… Come possiamo immaginare di fuggire il dolore e riuscire a vivere consapevolmente la gioia, quando si presenterà? In molti casi sarebbe invece sufficiente attivare un canale d’ascolto dove dare un senso alla propria storia, uno spazio dove il prendersi cura delle proprie ferite diventi un semplice atto d’amore verso se stessi. E così, dopo l’Homo erectus, l’Homo sapiens, l’Homo faber, l’Homo psychologicus, si sta passando all’Homo Chimicus. – V.L. Castellazzi

TEST BULBO del CAPELLO

Il servizio, in collaborazione con Vital Plus consiste in un controllo del corretto funzionamento dell'apparato pilosebaceo del cuoio capelluto. Il servizio viene effettuato con una visione cutanea dettagliata e personalizzata con il dermovisore x200 effettuata da un Tricologo esperto, che saprà consigliarti i prodotti ed i consigli più adatti alle tue esigenze.
E abitudine comune non fare nessuna distinzione tra capelli e cuoio capelluto. In realta i capelli ed il cuoio capelluto hanno una struttura e una funzione completamente diverse e dunque vanno trattati in modo diverso. E scientificamente dimostrato che le anomalie presenti sul cuoio capelluto con il passare degli anni influiscono sulla sana crescita dei capelli. Una semplice desquamazione cutanea o un'iperproduzione seborroica di natura oleosa o secca all'interno del follicolo, possono compromettere una buona ossigenazione cutanea ed un sano nutrimento della radice del capello. I capelli, con il passare degli anni, diventano piu sottili, secchi, sfibrati o ricoperti di sebo. Iniziano a cadere in quantita anomala provocando come conseguenza, il diradamento o varie forme di alopecia.

PROGRAMMA GIORNATE INFORMATIVE OMEOPATIA -FITOTERA

Il corso vuole dare delle basi pratiche ma anche fare chiarezza su cosa è veramente l’Omeopatia e sulla sua capacità di guarire, le basi su cui si fonda e dare indicazioni per muoversi nel mondo omeopatico per poterla utilizzare.
Cosa è la Fitoterapia e come si utilizza, i limiti e le interazioni e controindicazioni.
Le differenze tra loro.

1° GIORNATA
Introduzione all’Omeopatia, per capire cosa è, da dove origina e da chi nasce.
La storia. Chi era Hahaneman.
Quali sono i cardini e le basi della terapia omeopatica.
Cosa è una diluizione, dinamizzazione e succussione.
Cosa è CH, DH, K.
Come prendere il farmaco omeopatico e quale diluizione.
I test scientifici su cui si basa. Le prove della Fisica e la memoria dell’acqua.
Pronto soccorso omeopatico. Cosa tenere in casa.
ARNICA in Omeopatia e Fitoterapia
Monografie delle piante usate e dei rimedi
Guida al consiglio dei rimedi nelle

 Preparazione interventi chirurgici ed estrazioni dentali.
 I traumi. Infiammazione e dolore.
 Ferite.
 Dopo Vaccinazione. Come aiutarsi.
 Prevenzione alle patologie invernali. In Omeopatia e Fitoterapia.

2° GIORNATA
La Materia Medica. Cosa è e come si usa in maniera semplice.
Quanti tipi di OMEOPATIA si sono originate?
Cosa è l’Omeopatia Complessita, Unicista e Pluralista. Omeopatia Costituzionale
Le forme farmaceutiche in Omeopatia e Fitoterapia
Cosa è la Fitoterapia e le preparazioni Fitoterapiche
Tintura Madre- Estratto Secco o molle- estratto titolato-Macerato Glicerico
Estratto Idroalcolico- Pianta fresca o pianta secca.
Monografie delle piante usate e dei rimedi omeopatici.
Guida al consiglio dei rimedi nelle

• Patologie invernali. Influenza e Raffreddore. Febbre. Mal di gola. Tosse.
• Disturbi in gravidanza e nel lattante. Quali potenzialità.
• Eugenetica.
• Piante adattogene e Sport

3° GIORNATA
Accenni alle Costituzione. Diatesi. Tipo sensibile.
L’approccio diverso al malato acuto e quello cronico.
Cosa sono i Repertori.
L’Omotossicologia.
La Medicina Spagirica.
I Sali di Shussler.
La Gemmoterapia.
Aspetti particolari in Fitoterapia. Gravidanza-Allattamento-Pediatria-Geriatria.
Monografie delle piante usate e dei rimedi

Guida al consiglio dei rimedi nei

• Disturbi gastrointestinali.
• Piante epatoprotettrici.
• Dismetabolismi
• Ansia. Stress. Depressione lieve.
• Affaticamento e stanchezza.
• Dolori articolari. Apparato osteoarticolare.

4° GIORNATA
Approfondimento Costituzioni.
Cenni delle Costituzioni nella Medicina Tradizionale Mediterranea.

Monografie delle piante usate e dei rimedi

• Apparato Urogenitale
• Dismenorrea – Sindrome premestruale- Oligoamenorrea
• Menopausa e climaterio.
• Osteoporosi
• Afte e stomatiti. Bocca.
• Ossa e denti.

5° GIORNATA
Approfondimento DIATESI

Monografie delle piante usate e dei rimedi

• La Pelle e l’apparato cutaneo.
• Acne. Dermatiti.
• Herpes
• Bruciature. Eritemi. Punture insetto.
• Geloni ed acrocianosi.
• Colpo di calore.
• Occhi.

6° GIORNATA

• Allergie. Trattamento e prevenzione.
• Chinetosi.
• Apparato Venoso-Linfatico
• Emorroidi
• Linea.
• Cosa portare in vacanza
• Pediatria


INTRODUZIONE all'Omeopatia e Fitoterapia

Presso l'Associazione Pentalfa verranno organizzate a cadenza mensile delle giornate informative sull'Omeopatia, sulla sua Origine e le basi scientifiche.
Come si usano i rimedi omeopatici.
Cosa è la fitoterapia ed i suoi limiti di utilizzo e come utilizzarla.
Quali rimedi utilizzare sia Omeopatici che Fitoterapici nelle piccole patologie quotidiane.
Come si somministrano e quando.
Questi incontri dedicati all'approfondimento della Fitoterapia ed Omeopatia si svolgeranno in Via Trionfale 11352. Presso il Circolo culturale Pentalfa.
Per informazioni telefonare allo 3483330663

ZAFFERANO estratto e STRESS

Studu clinici hanno dimostrato che un trattamento di 6 settimane con estratto di Zafferano alla dose di 30 mgdie è in grado di esercitare un effetto sovrapponibile a quello dei farmaci antidepressivi Imipramina, somministrrata alla dose di 100 mg al dì, e Fluoxetina alla dose di 20 mgdie. Il trattamento con lo Zafferano presenta un profilo di sicurezza nettamente superiore.

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Il tuo corpo parla del tuo stato psichico, fisico e mentale. Le Intolleranze e i campi di disturbo alimentare non danno manifestazioni conclamate.
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Marzo e la fine dell'Inverno

Il mese di Marzo, in origine il primo mese dell'anno ed inizio di un nuovo ciclo, è il mese dedicato a Marte, in veste di protettore dell'agricoltura e degli abitanti della casa, che in questo periodo conoscevano un'intensa ripresa di molte attività.
Il giorno dell'Equinozio di Primavera inaugura ufficialmente la fine dell'inverno e il risveglio di tutte le energie presenti in natura.
La Natura si risveglia, spuntano i primi germogli, la linfa ricomincia a scorrere e le piante riprendono vigore, producendo tessuti freschi e vitali.
Gli animali iniziano a ridestarsi dopo il letargo o il torpore dell'inverno appena passato.
Gli ucelli iniziano di nuovo a risuonare nell'aria con i loro richiami.
L'Ayurveda, una delle più antiche medicine, dà dei consigli per affrontare il cambio di stagione:
Una DIETA disintossicante con cibi leggeri dai sapori piccanti, amari e astringenti. Molti ortaggi di stagione come carciofi, tarassaco, cicorie sono utili per la disintossicazione. Ridurre i cibi grassi e le carni rosse. Bere molto.
Iniziare un'ATTIVITÀ FISICA o Movimento fisico ogni giorno, senza strafare. Uno sport effettuato gradualmente e leggero aiuta a rimettersi in forma e ad attivare il metabolismo e i meccanismi di depurazione.
Per chi piacciono effettuare MASSAGGI con oli caldi, aiutano a un rafforzamento dell’attività del piccolo circolo e della perfusione sanguigna.
Utilizzare TISANE E INTEGRATORI disintossicanti e specifici sono utili per aiutare l'organismo a riattivarsi per espellere le tossine.
Tanti alimenti possono essere utili come SUPERGREENS MULTIMIX un concentrato di natura per riprendere energie verdi.
Green bust con Clorella, erba di grano e d'orrzo per sostenere la funzione depurativa.
Pitaya per riequilibrare il sistema intestinale.
Spirulina che È una fonte facilmente digeribile e concentrata di proteine oltre che delpotente antiossidante ficocianina. Ha circa il 60% di proteine e una vasta gamma di nutrienti essenziali tra cui la vitamina A, gruppo B, betacarotene ferro, magnesio, iodio e calcio; è una fonte importante di acido gamma linolenico (GLA).
Crunch di Lino per una colazione o spuntino a basso indice glicemico.
Utilizza un'alimentazione /cura dolce per rendere il tuo organismo più forte senza appesantirlo. usa i Superfood o curafood nell'alimentazione quotidiana.
Tisane disintossicanti come la tisana Pukka detox, anche al gusto di limone, per una piacevole azione depurativa e disintossicante.

Inoltre inizia a pensare a te stesso, utilizza i poteri straordinari dei fiori di Bach, che oltre ad avere un'azione riequilibrante e di sostegno alle emozioni negative, o all'umore che in questo periodo può non essere stato dei migliori, alcuni possiedono anche un'azione disintossicante dell'organismo e della mente.
Vieni a trovarci Martedì 7 con la bravissima Naturopata Vittoria Pavia.

Inoltre è il momento di pensare alla propria pelle, Mercoledì pomeriggio ci sarà una consulente della Rilastil per darti il consiglio più giusto per te, e puoi usufruire di una pulizia viso completa di maschera, e un trucco adatto a te per farti trovare alla serata della festa dell'8 Marzo con una pelle più luminosa e splendente.

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PIZZA RI. MA Benessere NUOVA

E' arrivata la nuova formulazione della PIZZA Light, con una sola base pizza e focaccia.
Senza zuccheri. IG 38 ideale per diabetici.
Ricca in proteine e fibre.
Ha i carboidrati di una mela.
Prodotto salutistico ideale per la tua linea e forma fisica.

Finalmente la nuova pizza che è stata convalidata da Test clinici ed Universitari che può essere mangiata tranquillamente anche nelle diete a basso IG.
è ricca in Rame e Ferro, in Fibre e proteine. Senza zuccheri.
I produttori lavorando giorno e notte in sinergia con biologi e chimici e mastri panificatori siamo riusciti a creare un prodotto a dir poco straordinario dal gusto veramente gradevolissimo e dalla fragranza pressoché identica alla pizza tradizionale.

Il risultato è talmente inverosimile che sembra quasi innaturale, perché i grammi di carboidrati (basso indice glicemico) per cento grammi sono simili a quelli di un frutto e le proteine di alto valore biologico e grammatura importante, conferiscono al prodotto quel quid in più per renderlo unico ed altamente tecnico.

Un'altra particolarità della nostra pizza, che all'inizio noi avevamo considerato un fattore di non molto valore ma che col tempo si è rivelato di grande importanza, è la conservazione in ATMOSFERA MODIFICATA(ATM), una delle ultime tecnologie di conservazione, che dà la possibilità di conservare gli alimenti senza alterarne il gusto né il valore biologico e senza usufruire di frizer o frigo. In questo modo davamo la possibilità all'utente finale di poter gustare una pizza a temperatura ambiente in spiaggia, in viaggio o in tutte quelle situazioni che richiedono fast food (anche se calda raggiunge il massimo a livello gustativo)

Un' altra nostra considerazione chiave è che il messaggio di proposta: mangiando questa pizza al giorno si toglie il medico e la ciccia di torno legato al prodotto, possa diventare di fondamentale importanza.

Il prodotto è proteico con 4 fonti aminoacidiche a bassissimo contenuto di carboidrati con basso indice glicemico, grassi quasi nulli ed un grande contenuto di fibre, materie prime di alto valore biologico con aggiunta di una bacca di ultima scoperta, senza conservanti e additivi chimici nocivi e tanto meno ogm ed infine a bassissimo contenuto di sodio (valori x 100 grammicarboidrati. Gr:1015 proteine gr 1518. Grassi gr:1, 52 fibre gr:812).

Mangiando un alimento con tali caratteristiche un individuo dimagrisce con assoluta certezza, una certezza confermata da studi medici depositati e da medici di tutto il mondo, che sempre più numerosi si avvicinano alle diete iperproteiche trovando un riscontro sempre più entusiasta ed effettivo dei loro pazienti.

Per tutti coloro che diranno che la pizza ha degli scompensi nutrizionali noi spiegheremo che abbiamo dato la base e per chi vuole aggiungere o togliere qualche nutrimento basta tagliare o accompagnare la pizza. Ad esempio se per un bambino o una donna sedentaria possono esserci troppe proteine, basta mangiare mezza pizza e se invece risulta con pochi carboidrati basta aggiungere un frutto. Può diventare, quindi, la base per le famosissime diete Tipo zona, aggiungendo olio d'oliva (che tra le altre cose noi consigliamo).

Mangiare bene per vivere Sani

DIETA IPOCALORICA DIMAGRANTE per sovrappeso, piccola-media-grande obesità
ALIMENTAZIONE E MALATTIA
corretta alimentazione nel diabete, insufficienza renale, morbo celiaco, cardiopatie, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, ecc.
ALIMENTAZIONE E SPORT
la corretta alimentazione per chi pratica lo sport ed elaborazione scheda personale per l'attività fisica
EDUCAZIONE ALIMENTARE
la corretta alimentazione in soggetti sani per mantenersi in ottima forma.




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Dalla ricerca BIOS LINE nasce una linea di colorazioni per coprire perfettamente i capelli bianchi. Lactosafe è un concentrato speciale ed innovativo di acidi lipofili della frutta con attività dermoprotettiva. questo rende le tinte adatte anche alle pelli più sensibili. Per ottenere formulazioni efficaci e naturali, si associa olio di Argan per avere capelli soffici e brillanti, proteine del grano, di riso, soia ed avena per proteggere il capello. Estratto di Salice per preservare il colore dai raggi UV. 12 nuances e 2 trattamenti salva colore. Senza Parafenilalanina. Senza ammoniaca. Senza resorcina. Senza parabeni. Indicato per pelli intolleranti. Oltre il 90% di componenti di origine narurale.

BEVANDE ENERGETICHE

studi effettuati sul consumo delle bevande energetiche hanno evidenziato che non ci sono ricerche effettuate a lungo termine sul consumo prolungato. quindi gli autori consigliano molta cautela sui possibili effetti del consumo a lungo termine.

FONTE
http:/www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23452281

ALIMENTAZIONE E SPORT

Diploma di istruttore Body Building e Cardio-Fitness conseguito presso la Federazione Italiana Fitness (F. I. F. ), con lo studio dell'alimentazione associata alle varie attività sportive
Esperienza di insegnamento presso alcune palestre

PERSONAL TRAINER
Vari programmi di attività fisica aerobica e anaerobica attraverso lo sviluppo di schede di allenamento personalizzato con alimentazione associata:
scheda per allenamento anaerobico (pesistica)
scheda per allenati (aerobica)
scheda per allenamento aerobico
scheda per anziani
scheda per allenamento misto (aerobico e anaerobico)
scheda per principianti
scheda per tonificazione
scheda per avanzati (body building)

PRENOTA LA TUA VISITA il giorno Martedì 17 Novembre

Diamo ai bambini malati la possibilità di d

Aiuta con l'acquisto di un biglietto l'associazione KIM a rispondere ai bisogni dei bambini malati, italiani o stranieri, che si trovano in emergenza sanitaria.
Facilita l'accesso alle cure mediche e/o ospedaliere.
Li accoglie insime ad un genitore.
Offre affetto, cura, sostegno, assistenza.
Assicura le coperture economiche se necessarie, aiuta nelle pratiche burocratiche e documentazioni sanitarie.
E' vicino alle mamme ed ai papà, oltre che ai bambini.

CHLORELLA VULGARIS

in uno studio effettuato su fumatori sani sono stati valutati gli effetti della somministrazione di Chlorella Vulgaris, una microalga naturalmente ricca di clorofilla con proprietà antiossidanti e di supporto alle funzioni depurative dell'organismo.
l'integrazione per 6 settimane nel fumatore ha dimostrato di innalzare significatamente tutti i valori degli antiossidanti del siero e di ridurre significatamente i livelli di MDA ( malonilaldeide).
poichè l'integrazione con questo estratto migliora significatamente le difese antiossidanti dell'organismo ed attenua la perossidazione lipidica nel fumatore cronico, gli autori suggeriscono che possa essere utile nel prevenire le conseguenze patologiche legate al fumo.

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Ogni lotto viene testato per il sottoprodotto 1,4-diossano e per il Nickel.
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PSICOLOGIA IN OSPEDALE

David Lazzari - Presidente della Società Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia e della Associazione Italiana di Psicologia Sanitaria ed Ospedaliera

Il recente Decreto Balduzzi ignora la psicologia in ospedale. Il paradosso è che il provvedimento è nato
all’insegna dell’appropriatezza, della qualità e della umanizzazione delle cure. Ora la palla passa al
nuovo Governo. Una battaglia per difendere e rilanciare il ruolo dello psicologo in un luogo dove spesso
si somministrano farmaci ma non si cura.

La vicenda nasce con la bozza di decreto sugli “standard ospedalieri”
confezionata dal Ministero della Salute nel novembre 2012. L’intento
chiaramente è quello di uno snellimento della rete sulla base di una serie di
criteri, come “appropriatezza”, “evidenze cliniche e scientifiche”, “qualità
delle cure”, efficienza organizzativa. Il fine ultimo: spendere meno facendo
(magari) meglio ciò che serve. Quindi un intento ufficiale pieno di buoni
propositi, che, come spesso accade, a volte nasconde altri criteri, come
la tutela di rendite di posizione o tagli più o meno lineari.
Avendo avuto la ventura di leggere la bozza di decreto la mattina che era
stata diffusa non riuscivo a credere che non ci fosse una sola parola sulla
Psicologia e gli Psicologi in un testo di decine di pagine. Il mio stupore
non era eccessivo, perché prima della proposta degli “standard ospedalieri”
di Balduzzi, questo nome veniva “storicamente” riferito al Decreto
Ministeriale del 1988 dell’allora Ministro Donat Cattin. Da allora sono
passati ben 25 anni, ma la storia sembra andare indietro, perché in quel
decreto gli Psicologi erano espressamente menzionati.
Una battaglia in corso
Naturalmente vi è stata una mobilitazione dell’Ordine, delle associazioni
di categoria e delle società scientifiche. Queste ultime hanno approvato
un “documento di consenso” sulla Psicologia Ospedaliera (ovvero
ciò che fa e a cosa serve in base alle evidenze cliniche, scientifiche ed
organizzative) ed un appello rivolto a tutti da far sottoscrivere sulla rete
per richiamare l’attenzione sul problema, che ha raggiunto le 8000 firme.
Tutto questo è con consultabile sul sito “firmiamo.it/non-cancelliamola-
psicologia-in-ospedale-appello”. La SIPNEI, a partire da Francesco
Bottaccioli, ha prontamente aderito a queste iniziative scientifiche e di
sensibilizzazione. E queste pagine sulla rivista della società ne sono una
ulteriore dimostrazione. Molti mass media si sono occupati della cosa
e, come dicevamo, anche il Ministro ha dovuto puntualizzare. Ma è
evidente che ora la cosa è in mano al nuovo Governo e che la mobilitazione
deve riprendere in pieno.
Le competenze dello Psicologo in Ospedale
Le trasformazioni dei processi di cura e delle esigenze assistenziali in ambito
ospedaliero, scaturite dal progresso scientifico e tecnologico e da una utenza
più acculturata ed attenta, hanno comportato la crescente emersione
di problematiche ed esigenze attinenti alla sfera della soggettività, delle
relazioni, dei comportamenti, della comunicazione, della gestione dello
stress, riferibili ai pazienti ed ai loro familiari, così come agli operatori ed
alle strutture. Come risposta a queste tematiche emergenti, che sono state
spesso – anche se riduttivamente – contrassegnate come “umanizzazione”
e “personalizzazione” delle cure ospedaliere, si sono registrati significativi
incrementi nel campo della ricerca, delle pratiche assistenziali, della
formazione, e – parallelamente – una specifica attenzione da parte delle
politiche sanitarie. Questa significativa mole di attività, che ha visto una
inedita ma forte collaborazione a livello internazionale tra Medicina
e Psicologia, ha portato alla evidenziazione dei vantaggi clinici,
assistenziali – e, più recentemente, economici – di una integrazione
dei percorsi di diagnosi, cura e riabilitazione con l’inserimento mirato
di specifici interventi di ambito psicologico. Da un lato vi è stato un
progressivo inserimento – sulla spinta delle evidenze prodotte dalla ricerca
e dalle esperienze sul campo - di questi aspetti nell’ambito delle Linee-
Guida internazionali di tutte le principali patologie trattate in ospedale
(es. Malattie oncologiche, Malattie cardiovascolari, Stroke e cerebrovascolari,
Gravi traumatismi, Malattie pediatriche, Problematiche neonatologiche,
Grande Obesità, HIV, malattie genetiche e rare, ecc), dall’altro la messa
a punto di interventi di natura psicologica sempre più specifici, efficaci
ed efficienti.
In questi ultimi decenni non è stato solo evidenziato
il ruolo dei fattori psico-comportamentali per la
salute, ma sono stati messi a punto metodologie di
valutazione ed intervento specifiche, in particolare di
psicoeducazione, riduzione dello stress, gestione delle
emozioni, autoregolazione, sviluppo del supporto
sociorelazionale (Christensen & Antoni, 2002; Petrie
2007; Belar 2009;). Gli obiettivi di questi interventi
sono molteplici, come la riduzione dello stress, il
miglioramento della qualità della vita, fornire sostegno,
potenziare le funzioni del sistema immunitario,
sviluppare l’aderenza alle indicazioni sanitarie
e l’alleanza terapeutica,, ridurre la disabilità, aumentare
le risorse personali, il senso di autoefficacia, le abilità di
coping ed in generale le capacità di autogestione dei
problemi di salute. La loro efficacia è stata dimostrata
sperimentalmente da numerose ricerche, potendo così
rientrare nell’ambito di una strategia evidence-based
(Lazzari 2011).
In generale gli elementi essenziali appaiono i seguenti:
Esistono ormai chiare e non ignorabili evidenze sul ruolo della mente
e del comportamento per la salute e nella malattia, così come nel processo
di cura (Lazzari 2007).
Esistono molte prove sull’efficacia degli interventi psicologici nella
malattia fisica, sia in termini di benessere psichico e qualità della vita ma
anche di miglioramento degli esiti medici e dei parametri fisici in senso
stretto. (Bottaccioli 2005; Lazzari 2011).
Molti di questi interventi risultano altresì vantaggiosi da punto di vista
economico, sono cioè in grado non solo di autoripagarsi ma di ridurre
i costi sanitari (Lazzari 2011).
La ricerca in questi anni ha mostrato l’importanza di sviluppare un
approccio più integrato alla cura perché il vissuto e lo stress del paziente ha
importanti ricadute sui processi biologici. Ad esempio lo stress psicologico
aumenta del 40% il tempo di guarigione delle ferite chirurgiche (Bosch
et al. 2007; Gouin et al. 2007), mentre una breve tecnica antistress
migliora i decorso postoperatorio con tre giorni di degenza in meno.
Una quota significativa delle cause legale intentate agli ospedali nasce da
come i pazienti si sono sentiti trattati, mentre problemi di stress e burnout
del personale sono alla base di molti errori che vengono effettuati.
Tutto questo si ribalta sui costi: una indagine su 9 milioni di cittadini USA
ha mostrato come i fattori psicologici aumentino i costi sanitari dal 33
al 169% (Melek e Norris 2008).

Pneinews n. 3 maggio giugno 2013

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